Il camper del Corriere aveva segnalato il degrado della zona. Ieri un rave party nell' hotel abbandonato Sparirà dopo 20 anni l' albergo dei Mondiali. Masseroli: investire nelle periferie La storia dell' ecomostro milanese, lo scheletro del mai finito albergo dei Mondiali del ' 90, monumento all' inefficienza innalzato lungo la tangenziale est, tra Ponte Lambro e Monluè, potrebbe concludersi nel giro di un paio di anni. L' assessore comunale all' Urbanistica, Carlo Masseroli, lancia la scommessa: «Sparisce l' ecomostro di Ponte Lambro. Al suo posto, un albergo, un campus universitario, servizi per gli studenti e il quartiere e la sistemazione delle sponde del Lambro con la creazione di un parco fluviale». Il master plan elaborato dalla società Beni Stabili, proprietaria dell' area e ansiosa di togliere lo scheletro dal proprio patrimonio, è pronto: «Aspettiamo nel giro di qualche settimana il progetto definitivo per poter firmare la convenzione. Se tutto fila liscio - anticipa l' assessore - entro la fine del 2008 potremo dare il via ai lavori che si concluderanno in un paio di anni». La storia Dal Mundial al degrado Dopo 20 anni via l' ecomostro. «Rinasce Ponte Lambro» Pronto il piano. In arrivo un campus per studenti e un parco. Sarà riqualificata l' area fluvialeIl master plan della società proprietaria dell' area e dell' albergo prevede il recupero delle due ali laterali «Sparirà l' ecomostro di Ponte Lambro». L' assessore all' Urbanistica, Carlo Masseroli, l' ha presa ormai come una questione personale e si dice pronto «a giocarsi la faccia» sul futuro dello scheletro che da quasi 20 anni fa mostra di sé lungo la tangenziale est, tra Ponte Lambro e Monluè all' interno del Parco Sud. Così, assicura: «Abbiamo già pronto un progetto che entro qualche settimana verrà perfezionato e poi partirà l' iter». Il master plan elaborato da Beni Stabili, società proprietaria dell' area e dell' albergo mai finito, prevede il recupero delle due ali laterali del volume esistente: in una verrà costruita una struttura alberghiera più piccola di quella inizialmente pensata. Nell' altra ala edificata, e adeguatamente ristrutturata, sorgerà un campus universitario all' interno del quale saranno inseriti servizi a disposizione dell' intero quartiere. Non solo. Nella sistemazione dell' area si riuscirà anche a inserire l' intervento per il risanamento dell' area fluviale del Lambro, tutelata dal magistrato del Po, con un parco fluviale naturalistico di circa 17 ettari, collegato a Monluè da un percorso pedonale e ciclabile. L' accessibilità sarà garantita da un asse viario di collegamento tra Ponte Lambro e il nodo di via Mecenate e l' area aeroportuale di Linate. Stiamo parlando di quasi 240 mila metri quadrati di terreno, abbandonate e divenute con gli anni rifugio di tossicodipendenti stranieri senza fissa dimora, disagio e devianza in genere. In mezzo, monumento all' inefficienza, lo scheletro dell' albergo che avrebbe dovuto essere concluso per i Mondiali di calcio del ' 90. «L' idea della demolizione - spiega Masseroli - non era perseguibile per un problema di costi. La società proprietaria dell' edificio si era opposta e procedere per vie legali avrebbe chiesto tempo e avrebbe potuto avere come conseguenza la disponibilità di un' area sì sgombra, ma di fatto inutilizzata e inutilizzabile». Dopo una lunga trattativa, l' amministratore delegato di Beni Stabili, Aldo Mazzocco, aveva presentato l' alternativa che ha tenuto conto delle esigenze elencate dal Comune, a sua volta sollecitato dal quartiere: «Per noi - prosegue Masseroli - questa è l' opportunità di restituire vita ad un' area di fatto bloccata. Non si tratta soltanto di togliere un ecomostro da Milano, ma di ripensare allo sviluppo di Ponte Lambro, inserendo questo progetto all' interno di un piano più complessivo. Fra l' altro, potremo riqualificare uno spazio eccezionale, dal punto di vista ambientale, ma maltrattato come è il bacino del Lambro». Anche per questo sul progetto c' è già una disponibilità di massima della Provincia: l' assessore Bruna Brembilla, presidente del Parco Sud, aveva invocato una soluzione per la zona fin dal 2005 e aveva manifestato la massima disponibilità a «collaborare con il Comune per la ricerca di una soluzione che avvantaggiasse ilo quartiere e la città». I prossimi passaggi? «Nel giro di qualche settimana riceveremo il progetto definitivo e a quel punto potremo sottoscrivere la convenzione, che non dovrà passare in consiglio comunale. Se tutto fila liscio, come credo, entro la fine del 2008 potremo dare il via ai lavori, che si dovrebbero concludere nel giro di un paio di anni». Il progetto per un albergo da oltre 300 stanze era inserito nel piano per i Mondiali di calcio del 90. Ma i lavori si erano fermati prima del fischio d' inizio della partita inaugurale. Con gli anni la struttura, sempre più fatiscente, è diventata punto di ritrovo e aggregazione per tossicodipendenti e per clandestini senza fissa dimora. Negli anni, il Comune aveva pensato a diverse soluzioni: la trasformazione in un polo sanitario affidato al Besta; una permuta con la Cattolica per creare una caserma; l' abbattimento per lasciare solo verde agricolo. Ora, forse, la soluzione.