Presentate le iniziative per celebrare il centenario della nascita del soprintendente ai monumenti nel periodo della guerra e della ricostruzione Si è occupato di restauro architettonico facendosi apprezzare in tutto il mondo. Ha avuto dall'Unesco l'incarico di esperto per i monumenti, l'archeologia e l'ambiente. Nato a Piacenza, ha scelto Verona come città d'adozione. Ci ha lavorato per più di 30 anni a partire dal 1941, definendo il volto del centro e della collina. Nel progettare il restauro dei monumenti ha preteso che si tenesse conto dell'ambiente in cui si trovano, prima sottovalutato. E Verona nel centenario della nascita ricorda Piero Gazzola (1908-1979) con una serie di iniziative promosse dall'assessorato alla cultura in collaborazione con Musei d'arte e monumenti, che culmineranno nel convegno internazionale del 28 e 29 novembre. «Con questo progetto», ha spiegato l'assessore alla Cultura Erminia Perbellini nel presentare il comitato regionale per le celebrazioni, «vogliamo ricordare la figura di un uomo che ha ricoperto la carica di soprintendente nella difficile epoca della seconda guerra mondiale, che ha partecipato alla ricostruzione della città lasciando a Verona un segno culturale importante». Le celebrazioni, come ha precisato Paola Marini, coordinatrice del comitato, prevedono diversi eventi: gruppi di ricerca, pubblicazioni collegate al convegno e due visite guidate ai più famosi interventi di restauro diretti da Gazzola. Durante la settimana dalla cultura, sabato 29 marzo, l'architetto Libero Cecchini e Daniela Beverari guideranno un'uscita ai ponti di Castelvecchio e della Pietra (ritrovo alle 10 all'arco dei Gavi); domenica 30, monsignor Alberto Piazzi e Maria Grazia Martelletto faranno da guida alla biblioteca Capitolare (ore 10). Allo studio anche la realizzazione di un itinerario gazzoliano in dieci postazioni fra Verona e Mantova, oltre alla pubblicazione di un catalogo. Obiettivo, restituire il contributo dato da Gazzola al restauro monumentale e alla tutela del patrimonio paesaggistico, ma anche a problematiche di architettura, di catalogazione e tutela dei siti d'interesse storico, di valorizzazione dei beni culturali, di museografia. Il comitato può contare sulla collaborazione dei figli di Piero Gazzola, Pia e Gianandrea, che ricordano quanto il padre amasse la città dove aveva scelto di lavorare e vivere.