IL DOCUMENTO. Tanti personaggi conosciuti tra i firmatari della lettera aperta al sindaco e all'assessore Perbellini promossa dal professor Gian Maria Varanini «Risorse valide a Verona, basta saper valorizzarle» La cessione di palazzo Forti, sede della Galleria di Arte Moderna, la vendita di palazzo Pompei, sede del Museo di Scienze naturali destinato al palazzo del Capitanio in piazza dei Signori, l'accordo in definizione con la società «Linea d'ombra» di Marco Goldin per la realizzazione nella sede espositiva della Gran Guardia, tra il 2008 e il 2011, di quattro mostre d'arte, in collegamento col Louvre e col museo Rodin di Parigi, con un museo di Boston e con un museo olandese. Sono soprattutto questi gli orientamenti di politica culturale del sindaco Flavio Tosi criticati in una lettera aperta firmata da 220 cittadini ed esponenti della cultura veronese, un'iniziativa promossa da Gian Maria Varanini, ordinario di Storia Medievale all'Università di Verona. I 220 esprimono «preoccupazione» per queste scelte e fanno appello a Tosi per «un ripensamento che sembra opportuno». Tra i firmatari ci sono, oltre a decine di cittadini sensibili al tema, molti personaggi noti. Solo per citarne alcuni: i docenti universitari Mario Allegri, Patrizia Basso, Gian Paolo Marchi, Giuliana Mazzi (Padova), Leonardo Piasere, Cristina Stevanoni, gli storici Pierpaolo Brugnoli e Maurizio Zangarini, la storica dell'architettura Daniela Zumiani, gli storici dell'arte Riccardo Battiferro Bertocchi, Caterina Gemma Brenzoni e Francesco Monicelli, il preside del Maffei Francesco Butturini e numerosi insegnanti di varie scuole, i responsabili delle Soprintendenze Giuliana Cavalieri Manasse e Luciano Salzani, gli archeologi Giorgio Chelidonio e Peter Hudson, Ettore Curi segretario dell'Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere, Laura Nuvoloni della British Library di Londra, il pittore Silvano Girardello, il primario Gianfranco Rigoli, l'ex sindaco Aldo Sala, l'ex presidente della Società Letteraria Giambattista Ruffo, il critico d'arte Gianluigi Verzellesi. Oltre a esprimere forti e motivate riserve sulle scelte culturali di questa amministrazione - ne abbiamo dato conto sul giornale di sabato scorso: per il museo di Scienze Naturali si suggerivano gli ex Magazzini Generali, su Goldin si paventava la paralisi delle istituzioni museali locali - la lettera avanza proposte alternative. «Alla schizofrenica distinzione che appalta al di fuori del contesto locale la proposta più impegnativa e vola piuttosto basso per il resto», è scritto nella lettera, «era preferibile qualche iniziativa più radicata, ovviamente aperta alla ricerca italiana ed europea. Le mostre del gruppo Goldin potrebbero aggiungersi all'offerta culturale, non sostituirla o penalizzarla. Questa potrebbe essere rimodulata in varie direzioni, compresi temi "popolari" come quello di Giulietta e del suo mito; oppure si potrebbe metter mano al museo della città, che ogni tanto riemerge nel dibattito culturale cittadino. Riguardo poi alle strutture e alle persone, appare poco lungimirante trascurare risorse e professionalità già esistenti. Senza contare che restano aperti i problemi dell'allargamento degli spazi (Castelvecchio), del sostegno e potenziamento della didattica museale, della formazione storico-culturale e linguistica delle guide turistiche (non è Verona un "museo a cielo aperto", come disse mesi fa l'assessore Perbellini sostenendo l'inutilità di un museo della città?). Sono alcuni campi di intervento fra i tanti possibili.
VERONA - I 200: museo della città e cultura popolare Preoccupazione per la scelta di affidarsi a Goldin
In una lettera aperta, 220 cittadini e esponenti della cultura veronese hanno criticato le scelte culturali del sindaco Flavio Tosi e dell'assessore Perbellini. Tra le critiche, la cessione di palazzo Forti alla Galleria di Arte Moderna, la vendita di palazzo Pompei e l'accordo con la società Linea d'ombra di Marco Goldin per le mostre d'arte. I firmatari chiedono un ripensamento e proppongono alternative, come la realizzazione di mostre d'arte in varie strutture esistenti e la creazione di un museo della città.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo