Il ministro per i Beni e le attività culturali, Giuliano Urbani, si è congratulato con le Fiamme gialle ed in particolare con il Comando delle Unità speciali «per l'attività seria e metodica che consegue brillanti risultati nella difesa del patrimonio culturale e nel contrasto ai circuiti finanziari della criminalità organizzata». Il ministro ha accolto con soddisfazione il recupero dei cinquecento reperti archeologici definiti dagli esperti di elevata qualità. Riportano nel nostro paese importanti manufatti trafugati in siti archeologici del centro-sud, dal Lazio alla Campania, alla Puglia: per la nostra regione molto materiale, secondo gli esperti, sarebbe proveniente dalle zone prossime a Cerveteri, Veio, Sovana e Pitigliano. «I beni recuperati ha ricordato il ministro Giuliano Urbani rappresentano un passo importante per l'azione di prevenzione e persecuzione dei reati che arrecano danni scientifici irreparabili alle testimonianze della storia e offendono i valori della nostra cultura». Il contrasto con la piaga della spoliazione dei nostri siti archeologici è una battaglia che è condotta soprattutto dai nuclei di tutela patrimonio artistico della Guardia di finanza e dei Carabinieri, che costituiscono da tempo un deterrente importante contro il traffico di opere d'arte. Purtroppo però i ritrovamenti ci restituiscono i beni, ma non la storia dei siti da cui provengono.