Avevamo già segnalato l'inammissibile situazione dei mai iniziati lavori per la messa in sicurezza del transetto della cattedrale di S. Martino a ben dodici anni di distanza dall'evidenziazione dei problemi strutturali e dall'apertura del cantiere per l'intervento. È recente la decisione ministeriale di finanziare ulteriormente l'opera e di voltare pagina stabilendo le modalità di intervento. Ma l'"eterno" cantiere inoperante del S. Martino, purtroppo, non è l'unico episodio "scandaloso" che interessa il patrimonio monumentale pubblico lucchese. Altri cantieri sono aperti e operanti a rilento da ben 22 anni. Ci riferiamo a quelli di Palazzo Guinigi e del Real Collegio. È fresca la notizia diffusa dal sottosegretario Andrea Marcucci di nuovi stanziamenti (in totale circa 750.000 euro) per questi due immobili. Per Palazzo Guinigi è stato con i finanziamenti pubblici Fio del 1986 che si sono avviati i lavori di ristrutturazione e restauro, condotti dalla Fiat Engineering su progetto e direzione della soprintendenza di Pisa. Successivamente, ai miliardi iniziali si sono aggiunti altri consistenti contributi statali stanziati dal primo governo Prodi. L'iniziale progetto Fio prevedeva la creazione nel palazzo di un'imprecisata attrezzatura culturaleespositiva per la città. I lavori iniziati da oltre un ventennio e condotti sempre dalla soprintendenza di Pisa sono ancora ben lontani dal termine. Lo stanziamento appeno comunicato di 386.000 sarà sufficiente alla conclusione di questi lavori o trattasi ancora solo di una tranche parziale? Certamente non è chiaro, ancora, quale sarà lo specifico ruolo che a questo vasto e prestigioso "contenitore" la città stessa vorrà assegnare. Una parte dei locali già recuperati è stata usata lo scorso anno per una esposizione pubblica, esposizione che, a detta di molti, ha evidenziato l'adozione di criteri di "restauro" assai poco condivisibili a partire dalle nuove pavimentazioni in graniglia che "fanno a pugni" con l'asciutta struttura quattrocentesca del monumento e che sarebbero piuttosto adatte ad un complesso settecentesco. Per il complesso dell'ex Real Collegio i lavori di ristrutturazione iniziarono con contemporanei stanziamenti pubblici Fio 1986 allo specifico fine di crearvi e collocarvi il nuovo Museo diocesano di Arte sacra. Anche in questo caso progetto, lavori e finanziamenti sono stati condotti dalla soprintendenza di Pisa. Se in questo caso l'intervento (si fa per dire) ha proceduto un po' più celermente rispetto a Palazzo Guinigi ed ha reso fruibili almeno i tre quarti della struttura, ancora rimane senza intervento alcuno, senza programma e senza finanziamenti una parte importante del complesso che presenta un pericolosissimo e avanzato stato di degrado. Proprio per il recupero di quest'ala arriva ora lo stanziamento ministeriale di 375.000 euro, nell'auspicio che siano sufficienti per la sua completa messa in sicurezza e il suo recupero edilizio. Ma anche su questo prezioso immobile è venuta a mancare qualsiasi idea sul suo recupero funzionale. Infatti nel frattempo è definitivamente tramontato lo scopo iniziale della ristrutturazione perché è tramontata la volontà di Curia e Comune di dar vita al previsto Museo di Arte sacra per i problemi che comporta la raccolta del materiale di proprietà dalle varie parrocchie e per i problemi economici della gestione della struttura. Ancora problematiche sull'utilizzo dell'immobile sono state sollevate dall'ente proprietario che un paio di anni addietro ha evidenziato il legame che obbligatoriamente questo complesso deve avere con la funzione educativa. Per tutto questo complesso non c'è in agenda alcuna funzione e alcun ruolo urbano. Urge per questoi come per gli altri contenitori urbani (S. Francesco, Carmine, Manifattura...) la definizione di ruoli, che devono essere assegnati dall'amministrazione comunale. Roberto Mannocci (presidente Italia Nostra)