Caro direttore, L'assenza di pianificazione, il silenzio delle sovrintendenze, la mancanza di trasparenza amministrativa, le pratiche disinvolte di project financing, lo smarrimento dei valori estetici sarebbero alla base, secondo Pier Luigi Cervellati (Corriere della Sera, 5 marzo) delle pessime condizioni in cui verserebbe l'urbanistica italiana come cultura e azione di governo. Un simile giudizio ha il pregio di richiamare i segni essenziali di un cattivo governo del territorio. C'è una cultura politica, amministrativa, accademica e professionale, in Toscana, che si batte contro tutto questo? A mio avviso c'è. È fatta di leggi ambiziose e innovative, e di amministratori, tecnici e piani pubblici che cercano di interpretarle con coerenza per garantire il valore del territorio toscano e dei suoi beni comuni. Una cultura che sa che il territorio è confronto politico. Duro, aspro. Risorse scarse e prezione si misurano con visioni culturali e poteri, princìpi inalienabili e appetiti meschini, opportunità e rischi dello sviluppo. La qualità architettonica e paesistica, la prevenzione ambientale, l'attrazione di nuovi investimenti non sono mai a portata di mano, perché l'interesse comune è un'ipotesi politica intrisa di incertezze e densa di conflitti. La «verità» nel governo del territorio non sta nel mezzo. È fuori dalle ideologie e dai pregiudizi accademici. Nel coraggio paziente di un «disegno ordinario di condotte future» (secondo la definizione che Massimo Severo Giannini dava del programmare), che richiede capacità di visione e mediazione politica, e fa pubblica assunzione delle responsabilità che ne derivano. Una simile cultura non è ancora abbastanza radicata, ma sta mettendosi, come si dice, «in rete». Una rete fatta di molti nodi riflessivi e molteplici supporti teorici e tecnici. Uno di questi vuol essere l'Associazione Romano Viviani - ieri alla sua prima assemblea - che nel nome di uno dei padri dell'urbanistica toscana, aggrega competenze ed esperienze diverse per contribuire ad una nuova cultura politica riformista del territorio, di cui la Toscana è un laboratorio esemplare. Garante regionale della comunicazione nel governo del territorio
TOSCANA - La nuova cultura del territorio
Un articolo di Pier Luigi Cervellati critica le condizioni dell'urbanistica italiana, affermando che l'assenza di pianificazione, il silenzio delle sovrintendenze e la mancanza di trasparenza amministrativa sono alla base delle pessime condizioni. Cervellati sostiene che ci sia una cultura politica e amministrativa che si batte contro questo, ma che esistano anche leggi innovative e amministratori che cercano di interpretarle con coerenza. L'autore sostiene che la qualità architettonica e paesistica, la prevenzione ambientale e l'attrazione di nuovi investimenti non sono mai a portata di mano a causa dei conflitti e delle incertezze.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo