ORISTANO. La scoperta, risale ad appena qualche settimana fa. Sotto il pavimento della Cattedrale sono state rinvenute due camere mortuarie. Una dovrebbe custodire le spoglie di monsignor Giovanni Bua, nato a Oschiri e morto a Nuoro, arcivescovo arborense dal 1828 al 1840. L'altra, secondo una prima ipotesi, sarebbe stata, invece, la camera mortuaria adibita ad accogliere le spoglie dei canonici. Solo ipotesi, almeno per il momento, perchè, come spiega lo stesso monsignor Costantino Usai, parroco della Cattedrale di Santa Maria, «bisognerà compiere studi e verifiche più approfondite per ricostruire con precisione la storia di queste due camere mortuarie, della cui esistenza - ammette il sacerdote - se n'era perduta la memoria». Le chiese, in passato, si sa, erano comunemente utilizzate anche quali luoghi di sepoltura. Fu Napoleone Buonaparte, attraverso il decreto "sur les sèpoltures", ad imporre, per motivi igienici, il blocco di questa pratica e a favorire la realizzazione dei cimiteri fuori dalle città. Solo attraverso alcune eccezioni, riservate a personaggi di particolare importanza, la tumulazione nei luoghi di culto è ancora autorizzata. Così si può spiegare la presenza della tomba di monsignor Bua (il cui decesso è infatti posteriore all'editto napoleonico) all'interno del duomo oristanese. E anche se non sono stati effettuati esami ulteriori, una prima conferma che sì, una delle tombe scoperte sotto il pavimento del presbiterio, potrebbe essere proprio quella di monsignor Bua, arriverebbe da un lavoro di Raimondo Bonu, il quale nel suo libro "Oristano nel suo duomo e nelle sue chiese", pubblicato quasi 35 anni fa, scrive appunto come la salma del benemerito arcivescovo si trovi nella camera mortuaria collocata sotto il presbiterio. Solo ipotesi, invece, per il secondo vano, dove, contrariamente al primo, non sono state trovate bare ma solo assi messe alla rinfusa. Assi di bare, secondo un primo esame. Che un tempo, rivolte verso la cappella di San Luigi, contenevano le spoglie dei canonici. Scoperta importante, avvenuta casualmente «proprio mentre studiavamo alcune soluzioni in vista dell'adeguamento liturgico della cattedrale», conferma monsignor Usai. Infatti, come sta avvenendo in tantissime altre chiese, anche per il duomo oristanese si ipotizza di realizzare una mensa fissa per consentire la celebrazione interamente rivolta al popolo. Fra le tante soluzioni studiate, la collocazione potrebbe avvenire proprio sul pavimento del presbiterio. Così gli operai, per saggiare la solidità del solaio, qualche settimana fa hanno rimosso due lastroni quadrati di marmo policromo, proprio ai piedi della gradinata dell'altare maggiore. Da qui la scoperta delle due camere mortuarie, profonde tre metri, che dopo un primo controllo, per comprensibili motivi di sicurezza, sono state immediatamente richiuse. E già si ipotizza di proseguire le ricerche, per stabilire, ad esempio, se una delle bare contenga o meno le spoglie di monsignor Bua, traslate da Nuoro (dove inizialmente era stato tumulato) a Oristano. Come spesso avviene in questi casi, però, il primo ostacolo è rappresentato dalla mancanza dei fondi. «Speriamo di trovarli - si augura monsignor Usai -, sarebbe un'ulteriore occasione di valorizzazione del nostro duomo».