Ancora un blitz di Legambiente ai piedi del colle di Tuvixeddu. Ieri mattina gli ambientalisti hanno organizzato un sopralluogo in prossimità del cantiere dell'impresa Cocco, in viale Sant'Avendrace. Con un obiettivo preciso: chiedere nuovamente il blocco dei lavori ripresi una settimana fa, tra i civici 35-55, per la realizzazione di un edificio che ospiterà appartamenti e locali commerciali. In un'area dove sono presenti tombe monumentali di epoca romana e nella quale la Regione aveva previsto uno degli ingressi del futuro parco archeologico di Tuvixeddu. Al sopralluogo previsto per ieri mattina avrebbe dovuto partecipare anche Maria Antonietta Mongiu, assessore regionale all'istruzione e ai beni culturali, ma la sua assenza - sopraggiunti impegni istituzionali, la spiegazione ufficiale - ha reso inevitabile un rinvio. Per di più, i rappresentanti dell'impresa non hanno permesso una visita all'interno del cantiere, chiudendo il recinto e celando le attività all'interno a fotografi e video-operatori. I lavori - denuncia Legambiente - «stanno avanzando a gran velocità: gli operai si preparano a gettare il solaio del primo piano. Il cantiere marcia anche di sabato. Una frenetica tabella di marcia per terminare i lavori il prima possibile e mettere tutti davanti al fatto compiuto. Fra poche settimane, se non si interverrà, un nuovo palazzo oscurerà alla vista dei cittadini splendide e inestimabili testimonianze del nostro passato». In attesa di effettuare il sopralluogo programmato con l'assessore, ieri mattina il presidente regionale dell'associazione, Vincenzo Tiana, ha tenuto una mini conferenza per ribadire davanti alla stampa le richieste di Legambiente: blocco immediato dei lavori per evitare danni irreparabili alle strutture archeologiche seriamente minacciate dall'attività del cantiere. Si chiede inoltre il ripristino, la tutela e la salvaguardia della zona ora occupata da impalcature e cemento. Infine: il versante della necropoli su viale Sant'Avendrace deve diventare una grande e preziosa porta d'accesso per il parco archeologico. «Abbiamo già inviato quattro solleciti al ministero per informarlo della ripresa dei lavori», ha detto Tiana davanti al cantiere, «e chiediamo, in particolare, che contestualmente allo stop alla costruzione del palazzo vengano avviati lavori di ripristino ambientale, per realizzare nella zona, da viale Sant'Avendrace e fino a via Is Maglias, un grande parco archeologico». Nell'area dove l'impresa Cocco sta realizzando la palazzina di almeno cinque piani, sorgeva in precedenza un filare di case basse, addossate le une alle altre, che ospitavano officine meccaniche realizzate proprio a ridosso dell'area punico-romana. Adesso, secondo quanto denunciato dagli ambientalisti, per accedere alle tombe - che non saranno comunque fruibili al pubblico ma solo ai tecnici della soprintendenza - si dovrà passare dal parcheggio del palazzo in costruzione.