Sì all'obbligo di copianificazione tra ministero dei Beni culturali e Regioni per la redazione di nuovi piani paesaggistici, no alla proposta del Governo di rendere vincolante tout court il parere delle Soprintendenze in sede di rilascio di autorizzazione paesaggistica. Sono queste le principali proposte di emendamento, formulate durante la conferenza Unificata Stato-Regioni del 28 febbraio scorso, allo schema di Dlgs di modifica del codice dei beni culturali (Dlgs 422004). Proposte su cui c'è già intesa con il ministero dei Beni culturali, e sulle quali si sono già espresse favorevolmente le commissioni di Camera e Senato. Ora il testo è pronto a essere inviato al Consiglio di Stato per l'ultimo parere, in seguito al quale farà ritorno al Consiglio dei ministri per l'approvazione finale in seconda lettura. Le Regioni hanno anche chiesto al Governo di istituire un tavolo di confronto per definire le linee fondamentali dell'assetto del territorio nazionale sulla tutela del paesaggio, nell'ottica di rendere la copianificazione obbligatoria più efficace. Per quanto riguarda l'autorizzazione paesaggistica, la nuova formulazione dell'articolo 146 dello schema di Dlgs prevede che il parere delle Soprintendenze assuma natura obbligatoria ma non vincolante se successivo all'approvazione delle prescrizioni d'uso dei beni paesaggistici tutelati o a una verifica positiva del Ministero sull'adeguamento agli strumenti urbanistici (comma 5), mentre resti vincolante in tutti gli altri casi. E' stata ritoccata anche la disciplina per l'adeguamento dei piani paesaggistici. In questo caso l'intesa tra Regioni e ministero dei Beni culturali non è più obbligatoria, come prevedeva la versione originaria dello schema di Dlgs, ma facoltativa. Cade anche il termine di 60 giorni fissato per l'approvazione da parte delle Regioni dell'adeguamento del piano paesaggistico già adottato d'intesa con il Governo. Nel nuovo testo si rinvia a un termine stabilito nell'accordo tra Ministero e Regione, scaduto il quale il Governo può approvare il provvedimento con un decreto. Nel passaggio in commissione Ambiente del Senato, è stata anche proposta un'altra modifica, sotto forma di osservazione: quella di estendere la validità dell'autorizzazione paesaggistica dagli attuali cinque anni a tutto il tempo della durata dei lavori. «Si tratta di una norma di buon senso - ha commentato il relatore al Senato, Giovanni Bellini (Sdse) - spero che il Governo ne tenga conto». Nessuna modifica, invece, sul fronte della qualifica dei restauratori, né da parte delle Regioni, né da parte della commissione Beni culturali del Senato. «Abbiamo dato un parere favorevole all'unanimità - sottolinea Vittoria Franco (Pd) - perché riteniamo queste modifiche molto positive».