Un'altra donna affascinante in missione all'estero. In realtà si tratta di una scultura, il delicatissimo busto di Costanza Bonarelli del Bernini, che a luglio prossimo lascerà il Bargello alla volta del Getty Museum di Los Angeles (dal 5 agosto al 26 ottobre), per essere poi esposto alla Galleria Nazionale del Canada di Ottawa, dal 25 novembre all'8 marzo 2009. «Nei suo busti il grande maestro attenua la carica retorica delle composizioni più grandi», spiega Andrea Bacchi, cocuratore della mostra 'Bernini e la nascita della scultura ritrattistica barocca'. «Soprattutto rilancia un genere che, nella scultura, era visto come nettamente inferiore rispetto alla pittura, ma che da allora avrà una fortuna immensa fino all'800 riprende . Grazie non solo ai papi ma anche a dettagli come le pieghe della camicia slacciata sul morbido seno e le labbra socchiuse di Costanza Bonarelli». Scelta discutibile? In un'intervista al New York Times, Cristina Acidini ha sottolineato l'eccezionaiità del prestito: «In tempi normali non l'avremmo concesso, ma poiché la richiesta è arrivata poco dopo l'accordo con il ministero per i Beni culturali, ci è sembrato naturale dare luce verde», sottolinea la soprintendente. Che si dichiara entusiasta del successo che un'altra donna (anzi, la Donna per eccellenza) sta riscuotendo a Tokio: la Venere di Urbino degli Uffizi modellata dal pennello di Tiziano nel 1536 circa. Nella sua sensuale nudità, il capolavoro di Tiziano ha incantato anche la principessa imperiale Hisako, fine conoscitrice dell'arte occidentale, in estasi davanti al capolavoro e alle altre 76 opere da raccolte pubbliche italiane che danno vita alla mostra Mito e immagine di una dea, rassegna allestita al Museo nazionale di Tokyo fino al 18 maggio: lo stesso che nella primavera scorsa ha richiamato 800mila persone con una rassegna su Leonardo in cui spiccava l'Annunziacione prestata sempre dal museo fiorentino, ma contro il parere del direttore della Galleria Antonio Natali e di tanti altri addetti ai lavori. «E' uno dei dipinti che non dovrebbero lasciare mai gli Uffizi il suo commento . Non perché non in buona salute, sta bene, quanto perché è una delle opere che identificano il museo e qui la cercano i visitatori». Per la Madonna del Cardellino di Raffaello (che andrà al Quirinale per due mesi circa, dal 18 settembre alla fine di novembre di quest'anno), Natali si dichiara disponibile, anche perché «il quadro non è agli Uffizi». In restauro da nove anni all'Opificio, il dipinto «andrà infatti nella residenza del capo dello Stato, cioè di tutti noi». La legge sui prestiti prevede però che quelle opere che qualificano una sezione di un museo o di una galleria non possono andare all'estero. «Mi sembra che ne consegua che ogni museo debba stilare una lista di quelle opere sottolinea il direttore degli Uffizi . Questa è la ragione che mi ha mosso a proporre un elenco. L'elenco che consegna ogni direttore al ministero è suscettibile di variazioni in più o in meno; quando però il ministero approverà l'elenco proposto dai musei, sarà del tutto evidente che quelle sono opere che per tutti ricadono sotto la legge. Una volta stabiliti questo si saprà, come accade all'estero, che certe opere non si chiedono nemmeno più, in quanto che quelle opere non si possono dare». La lista degli 'incedibili' proposta da Natali non pare eccessiva, non includendo infatti capolavori di Beato Angelico, Giorgione, Pontormo, Rosso Fiorentino, Rembrandt. Nell'elenco dei «non cedibili» dagli Uffizi figurano le tre Maestà di Cimabue, Duccio e Giotto, l'Annunciazione di Simo-ne Martini, l'Adorazione di Gentile da Fa-briano, la Madonna e Sant'Anna di Ma-saccio, la Pala di Domenico Veneziano, la Battaglia di San Romano di Paolo Uccello, Piero della Francesca (Ritratto di Federico da Montefeltro e Battista Sforza), i tre Leonardo, la Venere e la Primavera di Botticelli, il Leone X di Raffaello, la Madonna del collo lungo del Parmigianino, la Medusa di Caravaggio, ovviamente il Tondo Doni di Michelangelo. E la Madonna del Cardellino. Appunto...