San Fruttuoso di Camogli patrimonio dell'Umanità dell'Unesco. Il sogno dei camogliesi e più in generale degli operatori turistici della riviera di levante (la dichiarazione Unesco avrebbe risvolti positivi dal Tigullio al golfo Paradiso), da ieri mattina ha fatto un passo verso la sua realizzazione. In gran segreto, come richiede la diplomazia internazionale Unesco, c'è stata la prima riunione operativa alla presenza di Manuel Guido, responsabile dell'ufficio Unesco presso il ministero dei Beni culturali, l'uomo che decide quali luoghi meritino di essere appoggiati e quali no nella rincorsa al titolo di "patrimonio dell'Umanità". L'incontro con i rappresentanti degli enti locali si è svolto nel municipio di Camogli; la riservatezza assoluta (e voluta) è stata tradita solamente dalla presenza insolita di un paio di auto blu, che hanno attirato l'attenzione. Neppure Margherita Bozzano, assessore regionale al Turismo, solitamente prodiga di commenti, ha voluto rilasciare dichiarazioni. E sulla stessa linea di riservatezza si sono posti Franco Olivari, presidente dell'Ente Parco Portofino, Pippo Maggioni, sindaco di Camogli, Franco Dioli, direttore dell'abbazia del Fai (Fondo per l'ambiente italiano). Ha parlato solo Guido: «Se sono qui, significa che San Fruttuoso ha le carte in regola per avviare il lungo iter che può portare alla dichiarazione di "patrimonio dell'Umanità dell'Unesco". Ma non sarà facile, perché le regole sono più che mai severe e l'Italia, che ha il record di siti patrimonio a livello mondiale (quarantuno), è tenuta sotto stretta osservazione. Siamo in una fase preliminare, ma siamo convinti che valga la pena di avviare una verifica seria». Dunque, facendo un esempio calcistico, ieri mattina San Fruttuoso ha superato la fase eliminatoria, ma prima di raggiungere l'obiettivo dovrà affrontare ancora molti incontri (dai sedicesimi alla finalissima). Poi, sul fatto che la Liguria abbia già due siti Unesco come le Cinque Terre e le strade dei palazzi dei Rolli di Genova: «Questo non è un problema. Semmai , più che considerare i siti in chiave regionale, l'Unesco è portato a vederli su base nazionale. L'Italia è la prima al mondo come numero e, ovviamente, questa circostanza rende Unesco più severa nei nostri confronti». Il record italiano di 41 realtà culturali e paesaggistiche "certificate" dall'Unesco è in discussione. A luglio l'organizzazione delle Nazioni Unite deciderà se espellere le isole Eolie, a causa di un'invasiva cava di pietra pomice a Lipari (ora chiusa), dalla lista dei patrimoni dell'umanità. Se accadrà, si tratterà di una mezza bocciatura: le Eolie transiteranno, infatti, in un elenco di bellezze in pericolo, per le quali il bollino Unesco è a rischio. Rischia anche la Valle dei Templi ad Agrigento, minacciata dalla realizzazione di un rigassificatore.