E' cominciato l'esame del mini-regolamento Martinat sulle soa (società organismo di attestazione) da parte delle commissioni parlamentari di camera o sonato, che dovranno esprimersi entro il 10 dicembre. Nella lente c'è anche il decreto sulle modifiche alla legislazione sugli appalti dei beni culturali. La commissione ambiente della camera (relatore Stradella) e la commissione lavori pubblici del senato (relatore Cicolani) avvieranno in settimana l'esame dello schema di modifica al dpr 342000 sul quale nelle settimane scorse si era anche espresso il Consiglio di stato con un parere fortemente condizionato ad alcune modifiche di merito. I pareri delle due commissioni sono attesi per il 9 e per il 10 dicembre. Il provvedimento, che modifica il dpr 342000 (il regolamento Bargone che chiuso l'era dell'Albo nazionale dei costruttori e aprì quella della qualificazione privatistica a opera delle soa), giunge alle commissioni parlamentari nello stesso testo sul quale si sono espressi i giudici di palazzo Spada e dovrà verosimilmente essere modificato dopo l'acquisizione dei pareri parlamentari, prima di essere nuovamente portato all'attenzione del consiglio dei ministri per il varo definitivo. Il provvedimento è reso necessario dalle modifiche apportate dalla legge 16602 alla disciplina sulla qualificazione delle imprese di costruzioni e sulla durata delle attestazioni soa. Oltre allo schema di dpr del ministro Martinat, il parlamento si esprimerà anche sullo schema di decreto legislativo recante «modificazione della disciplina degli appalti di lavori pubblici concernenti i beni culturali» (l'atto o il n. 294). La richiesta che arriva dal governo è stata deferita, il 19 novembre 2003, alle commissioni riunite 7a e 8a della camera, che dovranno esprimere il proprio parere entro il 18 gennaio 2004. La 1a commissione permanente potrà, anch'essa, formulare le proprie osservazioni alle commissioni di merito, in tempo utile affinché queste possano esprimere il parere entro il termine assegnato. Relatore del provvedimento è Germanà. Lo schema di decreto legislativo era stato approvato dal consiglio dei ministri in via preliminare alla fine di luglio e prevede specifici requisiti di qualificazione per le imprese che operano nel settore, un maggiore ricorso alla trattativa privata e alle varianti, ma anche la possibilità di appaltare i lavori con il progetto definitivo e non con il progetto esecutivo. Da queste modifiche alla legislazione ordinaria sugli appalti scaturisce una specie di mondo a parte ben più flessibile di quello che dove tenore conto in toto della legge 10994, alla quale comunque si rimanda per tutto quanto non disposto dallo schema di decreto. Va notato che nello schema si prevede che a tutti gli interventi che verranno realizzati attraverso forme di sponsorizzazioni non si applicherà la legge 10994, a eccezione delle norme sulla qualificazione delle imprese, con ciò recependo un indirizzo dell'Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici, presieduta da Francesco Garri. La norma certamente più rilevante dell'intero articolato è quella dell'art. 5 ove si prevede una delega per definire (con dm del ministro per i beni e le attività culturali) requisiti di qualificazione specifici per le imprese che operano in questo settore, con il conseguente raccordo fra queste nuove norme e il dpr 342000. Per la progettazione si prevede una modifica al dpr 55499 (art. 213) che richiede per i progetti di restauro la redazione del preliminare e dell'esecutivo: lo schema di decreto, all'articolo 8, stabilisce invece che si può procedere all'affidamento dei lavori anche con il solo progetto definitivo.
Soa, regolamento Martinat in aula
Le commissioni parlamentari di camera e senato stanno esaminando il mini-regolamento Martinat sulle soa (società organismo di attestazione) e il decreto sulle modifiche alla legislazione sugli appalti dei beni culturali. Il provvedimento, che modifica il dpr 342000, giunge alle commissioni parlamentari nello stesso testo sul quale si sono espressi i giudici di palazzo Spada. Il governo ha richiesto che il parlamento si esprima sullo schema di decreto legislativo recante modificazione della disciplina degli appalti di lavori pubblici concernenti i beni culturali.
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