La Munificazione della Badia di Settimo si allontana. Scemano le speranze di chi aveva esultato di fronte all'impegno del ministro ai Beni culturali, Francesco Rutelli, che proprio a Firenze si era impegnato per l'acquisto della parte privata, in modo da dare al monumento la dignità perduta dai tempi del sacco napoleonico, con l'alienazione dei beni della chiesa. Con la caduta del governo, a meno di colpi dell'ultima ora proprio sul filo di lana delle elezioni, pare tramontata l'ipotesi dell'acquisto. Un impegno che aveva coinvolto anche tutte le istituzioni locali, Provincia in testa, che si erano dette disposte a metterci del loro pur di riportare alla collettività un tesoro inestimabile, conservatosi integro attraverso i secoli. Manca un mese ormai alle elezioni. E non ci sono stati annunci, sviluppi, che possano far pensare a un epilogo positivo dell'annosa vicenda. Certo, trattandosi di un'abbazia, ci si potrebbe sempre attaccare all'idea del miracolo. Ma sarebbe la prima volta che un miracolo assume le sembianze di svariati milioni di euro necessari all'acquisto della parte di proprietà privata. Intanto i cittadini di Badia sperano. Una speranza che si affievolisce di giorno in giorno. A ottobre sembrava tutto fatto, dopo che il ministro Rutelli, ora candidato nuovamente a sindaco di Roma, il sindaco Gheri aveva auspicato una rapida conclusione. Più di un incontro si è tenuto nel Comune di Scandicci, eppure siamo ancora a un nulla di fatto. Intanto nella parte pubblica, don Carlo Maurizi sta lavorando per incrementare ancora il patrimonio dell'abbazia. E tra i tesori dell'abbazia decine di migliaia di volumi, specializzati su argomenti suggeriti dalla stessa millenaria storia del monumento. Questo ricco e prezioso insieme, si è arricchito di oltre trecento volumi elargiti da Marcella Alessandri, in memoria del proprio consorte Mauro Simoncini. Una donazione che ha fatto acquisire, importanti testi sulla Toscana preistorica ed etnisca, sulla civiltà longobarda, su Matilde di Canossa, sul Medioevo toscano in genere. Il ringraziamento, alla signora Alessandri è arrivato da parte del priore, don Carlo, e da tutti gli studiosi che hanno l'abbazia come punto di riferimento. Un punto di riferimento che aspetta da troppo tempo di ritornare cigno.