Proteste per il biglietto al Foro. Turisti a Casa di Augusto e Tempio di Romolo -------------------------------------------------------------------------------- Rumore di catenacci, lucchetti e serrature finalmente aperte, ma anche "Ooh" di stupore per le meraviglie pittoriche e architettoniche svelate, accanto a qualche voce di protesta per la ruggine ancora presente nella macchina organizzativa. Così ieri, sotto gli scrosci della pioggia battente, ha preso il via il nuovo corso della visita allarea archeologica centrale. Di prima mattina è scattato il divieto di passare oltre lArco di Tito per i visitatori sprovvisti di biglietto: sollevando le ire dei romani abituati a usare la via Sacra per raggiungere il Campidoglio e disinformati sullannunciato ritorno al ticket per il Foro romano; ma anche le lamentele dei visitatori ignari del fatto che le uniche biglietterie dora in poi attive per entrare (dalle 8 e 30 al tramonto) nella Roma antica, sono la solita entrata di via di San Gregorio e la riaperta "casetta" di via dei Fori imperiali. Alle undici, sono state aperte le porte della domus di Augusto sul Palatino, accogliendo i primi sessanta turisti (che i custodi hanno fatto entrare anche un po prima del tempo, «erano in fila dalle nove e mezza e siccome pioveva ...») al cospetto delle meravigliose e decantate quattro stanze affrescate, chiuse da decenni per restauro. Nello stesso istante, il personale della Soprintendenza archeologica ha infilato la mastodontica chiave nella serratura romana, dischiudendo così alle visite guidate il gigantesco portale di bronzo del Tempio di Romolo, chiuso al pubblico almeno da trentanni. Ed è proprio ledificio a pianta centrale, che nel VI secolo venne trasformato in vestibolo della basilica dei Santi Cosma e Damiano e nel Seicento in cripta della chiesa trasformata, una delle sorprese del Foro romano ancora off limits in molte sue parti. In attesa dellarrivo dei rinforzi che permettano di riaprire la Curia, la Pierreci ha organizzato tour per portare gruppi di visitatori (costo 4,50 euro, prenotandosi al numero 06 39967700) sotto la volta del tempio che Massenzio avrebbe intitolato al figlio Romolo: dalloculo modello Pantheon non scende più la pioggia perché la lanterna seicentesca ha occultato quella fonte di luce; ma, nonostante le manomissioni del XVII secolo, in buona parte rimosse durante i lavori di ripristino del '900, intatta è la spazialità dellarchitettura romana, esaltata dai colori degli affreschi di tema sacro, medievali e quattrocenteschi. Le visite su prenotazione al tempio (nel pacchetto del Foro cè pure lOratorio dei Quaranta Martiri e, nei prossimi mesi, precisa Pierreci, anche S. Maria Antiqua e la Casa delle Vestali) sono integrate dai documentati pannelli didattici che spiegano storia e leggende del monumento, oltre che restauri. La mancanza di cartelli ha reso invece arduo raggiungere la domus di Augusto (lingresso è compreso nel biglietto) da parte degli eroici visitatori che ieri hanno affrontato il diluvio pur di arrivare. Stupita una signora romana in fila: «Siamo venuti per la Domus e avevamo sperato che con la pioggia qualcuno avesse rinunciato, invece sono tantissimi i turisti che anche oggi sono qui ai Fori». Infine le guide: «Ho saputo dai giornali dellinaugurazione della casa di Augusto - ha raccontato il cicerone di un piccolo gruppo di francesi- e, visto che avevo già in programma la visita ai Fori, ho deciso di metterla come prima meraviglia sul Palatino». In vista anche una nuova organizzazione degli accessi. Due nuove uscite saranno realizzate allaltezza dellArco di Tito e sulla via Sacra in corrispondenza di San Giuseppe dei Falegnami, dal lato del Campidoglio.