IL BALLETTO era iniziato alla fine dello scorso anno, 'portandosi via' una poltrona: quella del soprintendente per il Patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico della provincia di Firenze, Bruno Santi, 'privato' della competenza sui beni artistici del capoluogo toscano. «E' vero che una modifica trasferisce la competenza dei beni artistici del territorio (compresi quelli ecclesiastici) alla soprintendenza speciale per il Polo museale fiorentino», confermò in quei giorni Cristina Acidini, che al già consistente 'patrimonio' ha visto così aggiungersi anche tutti i beni artistici presenti sul territorio comunale. Per Bruno Santi, la nomina (ad interim) alla soprintendenza per i Beni architettonici per il paesaggio e per le province di Lucca e Massa Carrara. La primavera porterà ulteriori cambiamenti sul fronte della gestione dei Beni culturali: prima fra tutte la Toscana, unica regione in Italia, consoliderà l'esperienza delle 'Soprintendenze miste'. «Nella nostra regione verranno mantenute le Soprintendenze miste di Pisa, Arezzo, Lucca e verrà costituita quella mista di Firenze con lo scorporo della componente che va a dipendere dal Polo museale le parole del sottosegretario 'uscente', in quanto candidato, Andrea Marcucci . Tra due anni faremo una verifica per una valutazione del funzionamento in Toscana delle Soprintendenze miste rispetto a quelle specifiche, metodo seguito nel resto del Paese». «LA SOPRINTENDENZA fiorentina che attualmente si occupa di beni artistici e storici sul territorio, dunque non contenuti nei musei statali che appartengono al Polo museale, sarà assorbita dalla soprintendenza per i Beni architettonici e il paesaggio di Firenze, Pistoia e Prato (affidata a Paola Grifoni, che non è dirigente ma assunta 'a contratto', e quindi a rischio, ndr.) già esistente; proprio quella destinata a diventare 'mista' ha chiarito Cristina Acidini . Fa eccezione il comune di Firenze la cui competenza, per quanto riguarda i beni storici, artistici ed etnoantropologici non statali, è già passata al Polo museale fiorentino dal primo gennaio». Prima di gettarsi nella mischia per le prossime elezioni politiche, Andrea Marcucci ha ricordato che sono state inoltre avviate le procedure per i bandi per le nomine dei nuovi soprintendenti, specificando che a giorni, sarà tempo di riorganizzazione. «Abbiamo riattivato i concorsi per i dirigenti sottolinea il sottosegretario ; complessivamente inseriamo nell'amministrazione pubblica 55 nuovi dirigenti. Ma tutti quelli attualmente in servizio dovranno chiedere la riconferma nel proprio ruolo o un'assegnazione in base alla propria qualifica». Con Paolo Grifoni e Cristina Acidini, presenti in città anche la soprintendente per i Beni archeologici della Toscana Fulvia Lo Schiavo, la soprintendente archivistica Antonio Dentoni Litta e il direttore Regionale Mario Augusto Lolli Ghetti. FRA LE POLTRONE più ambite e vacanti, quella dell'Opificio delle pietre dure, fresco di autonomia. Oltre a Bruno Santi che, contattato telefonicamente ieri ha confermato di aver fatto domanda per il prestigioso Istituto di restauro ma anche per la Soprintendenza mista di Firenze nelle scorse settimane era spuntato il nome di Fabrizio Vona, direttore del Laboratorio restauri della soprintendenza per i beni storico artistici di Bari e Foggia. Ma la sua candidatura pare stia scricchiolando. In corsa per la soprintendenza dell'Opificio al momento coperta ad interim dalla soprintendente per il Polo museale fiorentino Cristina Acidini anche Isabella Lapi Ballerini (già direttrice della Galleria d'arte moderna di palazzo Pitti) e Mario Scalini (ex direttore del Museo Bardini): anche se, secondo i beneiformati, i due toscani non potrebbero al momento assumere il prestigioso incarico, in quanto impegnati (per almeno 60 giorni) nella Scuola superiore della pubblica amministrazione di Caserta.