Questa volta si parte sul serio: il progetto esecutivo per il rifacimento di via Nazionale è stato approvato dalle sovrintendenze, entro marzo si apre il cantiere. Più volte annunciato, più volte poi rimandato. Due settimane al traguardo, necessarie per studiare la viabilità. Probabilmente la grande strada che raccorda piazza della Repubblica con piazza Venezia, e che si chiama così fino allincrocio con largo Magnanapoli, sarà chiusa metà per volta, in modo da poter consentire comunque il passaggio degli autobus e delle auto. È già stata concordata una piccola «polifera», un contenitore per i fili elettrici e telefonici, lungo tutto lasse, in modo da non dover più rompere il nuovo manto stradale in futuro. E non ci dovrebbero essere nuovi problemi archeologici, perché lintenzione nel rifacimento della strada è di non scendere al di sotto della soletta in cemento armato. Ed è la volta in cui dalla strada spariranno i sampietrini: di loro ne resterà un ricordo ai due lati, un po come è appena avvenuto in via Tomacelli. Saranno una fila di circa tre o quattro mattoncini in entrambi i lati, mentre al centro sarà spalmato solo asfalto, perché via Nazionale è unarteria da cento autobus lora e ci «vuole una pavimentazione fonoassorbente», come disse Giancarlo DAlessandro nel momento in cui infuocavano le polemiche. Cè, però, chi non dispera. Perché i «contrari» alla sparizione del classico mattoncino romano (che hanno anche un sito www.sampietrino.it) a febbraio di questanno, quindi da pochi giorni, hanno dato il via a una raccolta di firme per salvare i sampietrini di via Nazionale: fino a ieri ne avevano raccolte 84, non molte. Ma serviranno a sottoscrivere una petizione al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dove è scritto che mentre «stanno per partire i lavori per la rimozione dei sampietrini su via Nazionale, il fronte "no asfalto" lancia lultima battaglia per la difesa della pavimentazione in porfido rosa della storica arteria edel centro storico». E si rivolge a Giorgio Napolitano «per fermare lapertura del cantiere». Uniniziativa che è promossa dal comitato «Difendo il sampietrino», che riunisce varie associazioni tra le quali «Via Nazionale e dintorni», «Associazione di strada Campo Marzio», «Associazione via Merulana per lEsquilino e dintorni» e degli «Abitanti del centro storico» e che definiscono un «banchetto virtuale». «I sampietrini sono un patrimonio della città di Roma, costituisco la sua identità - afferma Viviana Piccirilli Di Capua, dellAssociazione abitanti centro storico - Ma noi vorremmo che su via Nazionale passasse il tram, come fu deciso allinaugurazione della tramvia. E vero che ci sono problemi di tecnologia, e le sovrintendenze hanno bocciato i fili aerei, cerchiamo nuove soluzioni». Nonostante gli appelli, però, le decisioni sono già state prese: i sampietrini spariranno e a eseguire i lavori sarà il «Concessionario» per la manutenzione di 8oo chilometri di strade.