I sassi come patrimonio mondiale dellumanità. Ovviamente non si parla di sassi qualsiasi, ma di quelli famosissimi di Matera, città ormai diventata simbolo, meta dipellegrinaggi turistici e location di molti film hollywoodiani proprio per questa sua caratteristica. A riconoscere il valore del sito è stata lUnesco nel 1993, quando ha dichiarato i Sassi di Matera «patrimonio dellumanità da tramandare alle generazioni future» e li ha inseriti tra le 395 meraviglie del mondo, molto prima che arrivassero le macchine da presa e le star americane. A spiegare cosa è cambiato è proprio lassessore ai Sassi (il comune ne ha istituito uno apposito) e al Turismo, Saverio Acito: «Il risultato del riconoscimento ha avuto un duplice effetto: i cittadini hanno preso maggiore coscienza dei beni artistici della città, mentre il flusso dei turisti che vengono a visitare Matera è ormai costante in tutti i mesi dellanno». Laumento del turismo nella zona ha ovviamente creato un micro-indotto ché ha alimentato il commercio e il settore dei servizi. «Cè stato un sostanzioso incremento dei posti letto racconta Acito - ed è aumentata anche la qualità turistica. Fino a pochi mesi fa lofferta era meno mirata, anche perché, per esempio, la campagna pubblicitaria, invece di sfruttare lappeal di Matera, si concentrava sul messaggio ambientale "Basilicata Verde"». Oggi le cose sono cambiate ed è la città lucana a essere il centro da cui partono altri itinerari turistici. Inoltre il sito organizza molti eventi durante lanno per attrarre visitatori e per promuovere le bellezze artistiche del territorio, grazie anche agli accordi presi con la provincia e la regione. Dal punto di vista economico, però, il turismo non è ancora una fonte stabile. Secondo lassessore al Turismo, potrebbe diventarlo, anche in conseguenza alla crisi del settore industriale della zona, che ha portato al taglio di molti posti di lavoro. «Il ritorno economico del cosiddetto turismo dei Sassi cè - spiega Acito -, ma dal punto di vista quantitativo non è ancora rilevante. I punti forti delleconomia del territorio restano altri. Si tratta, tuttavia, di unopportunità da non farsi scappare. Bisogna lavorare per rendere più evidente il vantaggio che deriva dal turismo».