Crespi DAdda è un minuscolo paese al confine tra le province di Bergamo e Milano e dal 1995 è patrimonio culturale protetto dallUnesco. La caratteristica di Crespi DAdda è di essere «esempio eccezionale del fenomeno dei villaggi operai, il più completo e meglio conservato del Sud Europa». Nonostante questo profilo, il sito risulta sconosciuto a molti e il riconoscimento dellUnesco «si è trasformato più in un limite che in un vantaggio, perché un luogo del genere risulta assai vincolato», racconta Valcria Cavenaghi, assessore al Villaggio Crespi DAdda per il comune di Capriate San Gervasio (di cui Crespi è frazione). «Grazie al riconoscimento Unesco, il villaggio Crespi DAdda ha mantenuto caratteristiche immutate e ha avuto sicuramente un aumento di visitatori - continua Cavenaghi - ma è anche vero che è stato un po lasciato andare a sé stesso». Il villaggio accoglie, circa 30mila visitatori lanno, ma sono per lo più scolaresche o "visite della domenica". «Per promuovere il territorio, stiamo realizzando insieme al Politecnico di Milano uno studio legato al piano di sviluppo da presentare allUnesco - spiega Cavenaghi - ma il vero punto di svolta sarebbe un accordo con la provincia, la regione e la soprintendenza di Milano». Il riconoscimento da parte dellUnesco non ha portato grossi vantaggi neanche dal punto di vista economico. Il comune di Capriate San Gervasio ha già investito circa un milione di euro per la manutenzione del sito (gli impianti, lilluminazione, i marciapiedi), mentre i contributi economici delle istituzioni non sono mai arrivati. Attualmente il Comune ha avanzato una richiesta al ministero dei Beni culturali per avere aiuti che gli consentano di finanziare il piano di gestione del sito.