Il record italiano di 41 realtà culturali e paesaggistiche "certificate" dallUnesco è in discussione. A luglio lorganizzazione delle Nazioni Unite deciderà se espellere le isole Eolie, a causa di uninvasiva cava di pietra pomice a Lipari (ora chiusa), dalla lista dei patrimoni dellumanità. Se accadrà, si tratterà comunque di una mezza bocciatura: le Eolie transiteranno, infatti, in un elenco di bellezze in pericolo, perle quali il bollino Unesco è a rischio. Per un caso finito "sotto processo", ci sono quelli di altri tesori dellumanità che, pur avendo perso buona parte dello splendore che li aveva portati a conquistare il riconoscimento Unesco, continuano a far parte dellelenco. Napoli, per esempio. Il suo centro è nella lista del patrimonio mondiale dal 95. Allora, però, il problema dei rifiuti non era sicuramente grave quanto oggi. Oppure la Valle dei Templi ad Agrigento, realtà ieri minacciata dallabusivismo e ora dalla realizzazione di un rigassificatore a Porto Empedocle. Casi che fanno riflettere sullefficacia dei controlli. «Non abbiamo leggi né truppe - commenta Giovanni Puglisi, presidente della Commissione italiana per lUnesco -. Chi deve vigilare sulla corretta tutela e valorizzazione è il Paese in cui si trova il sito. Certo, anche noi, come Unesco, riceviamo tantissime segnalazioni di abusi. Sulla base delle esigue forze ci concentriamo su quelle più clamorose, che vengono verificate sul campo da un gruppo di esperti, i quali inviano poi un rapporto al comitato Unesco di Parigi, che decide il da farsi». Finora - nonostante il più alto numero di siti riconosciuti subito dopo viene la Spagna con 40 tesori) - il nostro Paese è finito nel mirino degli "ispettori" solo due volte: per le Eolie e per un tratto dellautostrada A31 nella Val dAstico, in Veneto, che sarebbe dovuta passare a poche centinaia di metri da una villa palladiana. Alla fine il progetto è stato modificato. Si è poi verificato il caso della costruzione di villette a schiera a Monticchiello, nella Val dOrcia. Lintesa tra il ministero dei Beni culturali e le amministrazioni locali ha, però, ridimensionato i danni, senza che sia stato necessario far intervenire Parigi. «Attenzione, però, a non sollevare problemi che non esistono - avverte Puglisi -. Come quello del rigassificatore a Porto Empedocle. Con la Valle dei Templi non centra nulla. Di questo passo finiremo per sentirci dire: "Perché inserire nellelenco nuovi siti italiani, visto che non sanno proteggere quelli che hanno?". Qualcuno già lo pensa». Resta il fatto che i controlli sui beni inseriti nellelenco dei tesori mondiali non sono proprio stringenti. Lunica verifica di routine è prevista ogni sette anni. Le altre ispezioni scattano solo dietro segnalazioni e denunce. Eppure il riconoscimento Unesco può dare indubbi vantaggi (se non altro in termini di immagine internazionale; si veda a fianco il caso di Matera) anche se ottenerlo non è facile, soprattutto da quando, nel 2001, sono state modificate le regole e contingentate le candidature: ciascun Paese può avanzarne non più di due (una per i beni culturali e laltra per quelli, paesaggistici) per anno. «Preparare il dossier - spiega Manuel Guido, responsabile dellufficio Unesco presso il ministero dei Beni culturali - comporta tempo, competenze e soldi. Anche centinaia di migliaia di euro. Oneri che deve sopportare chi, a livello locale, propone la candidatura». Patrimonio dellumanità Beni e luoghi italiani che hanno ottenuto il riconoscimento Unesco: Arte rupestre della Valcamonica (Brescia) 1979 Centro storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e San Paolo fuori le mura (1980 La chiesa e il convento domenicano di Santa Maria delle Grazie 1980 e il "Cenacolo" di Leonardo da Vinci e 1990 Centro storico di Firenze 1982 Venezia e la sua laguna 1987 Piazza del Duomo a Pisa 1987 Centro storico di San Gimignano (Siena) 1990 Sassi e parco delle chiese rupestri di Matera 1993 Vicenza e le ville del Palladio nel Veneto 1994 Centro storico di Siena 1995 Centro storico di Napoli 1995 Crespi dAdda (Capriate S, Gervasio - Bergamo) 1995 Ferrara città del Rinascimento e il delta del Po () 1995 Castel del Monte (Bari) 1996 Trulli di Alberobello (Bari) 1996 Monumenti paleocristiani di Ravenna 1996 Centro storico della città di Pienza (Siena) 1996 Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata(Napoli) 1997 Reggia di Caserta con il parco, lacquedotto di Vanvitelli e il complesso di San Leucio 1997 Costiera amalfitana 1997 Modena: Cattedrale, 1997 Torre civica e Piazza Grande Portovenere, Cinque Terre 1997 e isole Palmaria, Tino e Tinetto Residenze sabaude (Torino) 1997 Villaggio nuragico "Su Nuraxi" 1997 di Barumini (Cagliari) Area archeologica di Agrigento 1997 Piazza Armerina: 1997 villa romana del Casale (Enna) Orto botanico di Padova 1997 Area archeologica di Aquileia e basilica patriarcale (Udine) 1998 Centro storico di Urbino 1998 Parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano con i siti archeologici di Paestum e Velia e la Certosa di Padula (Salerno) 1999 Tivoli: Villa Adriana (Roma) 1999 Isole Eolie 2000 Verona 2000 Assisi: la Basilica di S. Francesco 2000 e altri siti francescani (Perugia) Tivoli: Villa dEste (Roma) 2001 Città barocche della Val di Noto (Catania, Ragusa, Siracusa) 2002 Sacri monti del Piemonte e Lombardia 2003 Val dOrcia (Siena) 2004 Necropoli etrusche dì Cerveteri e Tarquinia (Roma, Viterbo) 2004 Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica 2005 Genova: le strade nuove e il sistema dei Palazzi dei Rolli 2006 Nota: () Riconoscimento estesa nel 1990; () riconoscimento esteso nel 1996; () riconoscimento estero nel 1999 La convenzione Unesco (United nations educational, scientifiic and cultural organization; Organizzazione delle Nazioni Unite per leducazione, la scienza e la cultura) che ha istituito la lista delpatrimonio mondiale è del 1972. A oggi risultano inseriti nellelenco 830 siti (644 di beni culturali, 162 naturali e 24 misti), la maggior parte dei quali si trovano in Europa e nellAmerica del Nord. LItalia ha il maggior numero di siti "certificati" Unesco (41), seguita dalla Spagna(40). Per il 2008 lItalia ha presentato le candidature di Mantova-Sabbioneta e del fenomeno del bradisismo nellarea flegrea, che verranno esaminate a luglio insieme a tutte le altre. Questanno sono state presentate per il 2009 le proposte delle Dolomiti e dellItalia dei Longobardi. La candidatura delle Dolomiti, avanzata anche negli anni scorsi, potrebbe, però, essere ripescata e portata in discussione già questanno. A decidere sullinserimento nella lista del patrimonio mondiale è il comitato dellUnesco, formato a rotazione da 21 dei 180 Paesi che hanno sottoscritto la convenzione. Il comitato valuta i dossier predisposti da ciascun candidato con il supporto degli organi istituzionali (in Italia è il ministero dei Beni culturali). Ogni anno il comitato può esaminare al massimo 45 candidature.