Benvenuti a casa di Augusto!». Persino il compassato «Times» si è lasciato prendere dallentusiasmo per lapertura al pubblico (da oggi) di quella che era stata la Casa dAugusto sul Colle Palatino a Roma. «Unopera di una bellezza e di una raffinatezza uniche lha definita il ministro dei Beni Culturali nonché candidato sindaco della Capitale Francesco Rutelli durante linaugurazione ufficiale di ieri -. Bisogna ringraziare tutti i restauratori che per ventanni hanno lavorato a ricostruire un puzzle difficilissimo che conserva la meraviglia di colori davvero unici». Colori come locra, il blu e soprattutto il rosso pompeiano (riportati alla luce dallequipe guidata da Irene Jacopi). Colori che rappresentano in qualche modo il «filo conduttore» delle quattro stanze (la domus era naturalmente molto più grande) testimoniando lantico splendore della dimora privata di Ottaviano costruita intorno al 36 avanti Cristo: lo Studiolo di gusto egizio-alessandrino, la Stanza delle Maschere (con tanto di scenografie dipinte), quella delle Prospettive (dai vasi di vetro pieni di frutta) e quella dei Festoni di Pino (con i lievissimi finti porticati). Il tutto grazie ad un restauro costato complessivamente circa due milioni di euro. Ma lapertura della Casa di Ottaviano (soltanto a piccoli gruppi di cinque persone e senza guida per evitare danni) è anche la testimonianza di una nuova scelta museale visto che la visita sarà possibile grazie ad un biglietto unico Colosseo-Palatino-Foro Romano (comprensivo anche della mostra «Trionfi Romani»). Che, idealmente, permetterà di seguire le tracce di Goethe, di Byron, di Gregory Peck e di Russell Crowe. Ma che, spiega il sovrintendente Angelo Bottini, dovrebbe risolvere anche i problemi di sorveglianza e di conservazione dellintera area. Aprendo la possibilità a nuove «riscoperte» eccellenti: dal Tempio di Romolo alla Casa delle Vestali allOratorio dei Quaranta Martiri.