Seconda giornata del convegno Serve una definizione chiara dei ruoli tra gli enti e le realtà dell' amministrazione Una nuova chiave di lettura. «Da ottenere abbandonando il precedente sistema piramidale e gerarchico e puntando su collaborazioni "orizzontali" e "verticali": le prime, da perseguire con lo sforzo dei cittadini, le seconde, con la mediazioni tra enti e privati». Obiettivi rilanciati ieri dal segretario e direttore generale della Provincia di Brescia, Lorenzo Camarda, durante la seconda giornata del convegno «La pianificazione territoriale provinciale nel governo del territorio», al centro «Paolo VI». Nel corso della mattinata, l'incontro ha dato ampio spazio alla trattazione del problema da parte di alcuni esponenti degli uffici di urbanistica e pianificazione delle province di Arezzo, Ancona, Bergamo, Verona, Pordenone. Zone nelle quali i principali nodi da sciogliere riguardano il consumo di suolo in rapporto all'impatto insediativo, ossia la quota di territorio destinato a urbanizzazione a più livelli, che secondo Massimo Orciani, responsabile area pianificazione del territorio della provincia di Ancona, nella regione «ha occupato già il 20-30 del terreno, pari quasi a un terzo del totale», e che molto hanno a che fare anche con la conservazione del paesaggio e la salvaguardia di aree boschive e forestali. Mentre a Brescia la questione riguarda «l'individuazione e la valorizzazione delle aree agricole», dice Camarda. Linee di sviluppo oggi coordinate dalla modifica del titolo V della Costituzione, volta a rilanciare il rispetto e l'adesione comune ai principi di sussidiarietà per cui «il concetto di pianificazione territoriale dovrà seguire la rotta della co-pianificazione - sempre secondo Lorenzo Camarda - da introdurre soprattutto diffondendone la cultura tra i soggetti attori, amministrativi e privati che siano». Ma in concreto, quali strumenti adottare per uno sviluppo concorde con le esigenze territoriali? «Accordi di programma, intese, concertazioni» riassume Camarda, lasciando a Marco Pompilio, coordinatore del gruppo lavoro dell'Istituto nazionale di urbanistica, l'ultima considerazione: «Serve una definizione chiara dei ruoli, tra enti e realtà amministrative».A.P.
TERRITORIO. Pianificazione deve far rima con concertazione
La seconda giornata del convegno "La pianificazione territoriale provinciale nel governo del territorio, al centro Paolo VI" ha visto la trattazione del problema della pianificazione territoriale provinciale. Gli esponenti degli uffici di urbanistica e pianificazione delle province di Arezzo, Ancona, Bergamo, Verona e Pordenone hanno discusso del consumo di suolo e dell'impatto insediativo. Secondo Massimo Orciani, responsabile area pianificazione del territorio della provincia di Ancona, il 20-30% del territorio è destinato all'urbanizzazione a più livelli. La questione è anche legata alla conservazione del paesaggio e alla salvaguardia di aree boschive e forestali.
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