VENEZIA I presupposti ci sono tutti: domani sera il Consiglio comunale potrebbe votare un documento unitario, condiviso da maggioranza e opposizione, sulla necessità di correggere la bozza di riforma della Biennale proposta dal ministro Giuliano Urbani, n mantenimento di una autonomia economica e culturale, l'internazionalità della Mostra del Cinema, la difesa di Venezia come sede unica delle attività dell'ente di cultura. Questi i punti cardine del testo su cui la maggioranza sta lavorando da giorni, ben consapevole che «è indispensabile - dice la presidente del Consiglio comunale, Mara Rumiz - il coinvolgi-mento di tutti se vogliamo raggiungere l'obiettivo», n centrosinistra ritiene dunque che il riuscire a trovare l'unanimità del consenso politico potrebbe avere un riflesso concreto sulle decisioni di Urbani. Ed è in effetti innegabile che l'adesione della Casa delle Libertà veneziana al documento potrebbe costituire una carta di pressione sugli stessi deputati del Polo. Non a caso, se il lavoro di mediazione dovesse sortire i suoi frutti, la Rumiz si dice intenzionata a «inviare immediatamente il documento a tutti i parlamentari della Bicamerali-na, dove verrà esaminata la riforma». E infine lo stesso sindaco Paolo Costa, che ripetu-tamente ha espresso il desiderio di essere convocato per. un'audizione, potrebbe recarsi a Roma forte di una presa di posizione trasversale. «L'importante - osserva il diessi-noAndreaDap-porto, uno che di mediazioni se ne intende -è non scadere nella pura accademia. Ci vuole un documento alto, che esprima un no chiaro a quanto sta accadendo ma che al tempo stesso sappia guardare lontano». Vietato quindi perdersi nelle paludi della polemica di bottega. Anzi, «siamo i primi - dice la Ds Tiziana Agostini, cui è stato affidato il compito di elaborare il documento - a riconoscere che la precedente riforma della Biennale attuata da Valter Veltroni ha delle insufficienze». Aperture che fanno il paio con la disponibilità espressa da Michele Zuin, consigliere di Forza Italia. Due settimane fa gli azzurri non sottoscrissero, a differenza di An e Udc, un ordine del giorno di maggioranza sulla Biennale: «Ma non per dissenso: volevamo avere maggiori delucidazioni sulla bozza Urbani. L'autonomia dell'ente e la centralità del ruolo di Venezia sono elementi imprescindibili. Credo non ci siano grossi problemi: basta che non si tratti di un testo dove si vogliono imporre strumentalizzazioni politiche dicendo magari che Urbani è uno scippatore».
Documento unitario per correggere la bozza del ministro
Il Consiglio comunale di Venezia potrebbe votare un documento unitario sulla riforma della Biennale, condiviso da maggioranza e opposizione. Il documento sostiene la necessità di mantenere l'autonomia economica e culturale della Biennale, l'internazionalità della Mostra del Cinema e la difesa di Venezia come sede unica delle attività dell'ente di cultura. La presidente del Consiglio comunale, Mara Rumiz, sottolinea l'importanza del coinvolgimento di tutti per raggiungere l'obiettivo. Il documento è stato elaborato dalla Ds Tiziana Agostini e ha ricevuto l'approvazione di Michele Zuin, consigliere di Forza Italia.
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