Centro storico: la Cdl diffida sindaco e giunta dall'andare avanti Secondo il centrodestra, la riqualificazione dell'area si scontra con vincoli di legge -------------------------------------------------------------------------------- Il project financing della discordia. Le ultime settimane di legislatura vedono inasprirsi lo scontro sul progetto di riqualificazione del centro storico da attuare attraverso la cosiddetta finanza di progetto. Ecco gli ultimi capitoli della vicenda: il gruppo consiliare della Casa delle libertà ha diffidato il sindaco David Turini (Partito democratico) e la giunta di centrosinistra dall'andare avanti, «finché non siano pervenute le dovute autorizzazioni di legge e i pareri dagli enti di competenza» e «non sia concluso l'iter procedurale dovuto dalla pratica e dall'ente». Intanto è stata votata la dichiarazione di pubblico interesse, ma la Cdl non si arrende e sferra un altro durissimo attacco contro un progetto «pieno di contraddizioni». Secondo l'opposizione di centrodestra, sono numerosi «i fattori ostativi». Al primo punto - secondo quanto spiega un articolato documento inviato da Maurizio Lucchesi, esponente dell'Udc - «la sicurezza che verrà messa in discussione, in relazione alla staticità delle aree e dei molti edifici contigui ai siti che saranno interessati dagli sbancamenti o dai notevoli aggravi di pesi». Poi ci sono «i vincoli geologici e idrogeologici da osservare», senza contare che l'intervento sarebbe contrario «ad alcune normative sulla tutela dei beni culturali e del paesaggio». A ciò si aggiungono «l'incompatibilità con i regolamenti urbanistico ed edilizio». In quanto alle procedure burocratiche, la Cdl nota che «ancora non è stata convocata la conferenza dei servizi né è stata avviata la procedura della valutazione di impatto ambientale». E l'intervento appare «non congruente, in quanto dal nostro punto di vista, valutando il progetto di finanza e gli scambi economici, l'operazione risulta fortemente sbilanciata a favore dell'impresa privata». Il progetto - sottolinea la Casa delle libertà - «comporterà per le casse del Comune, tra contanti e cessione di beni, un onere di circa 6 milioni di euro. Tre milioni e trecentomila euro verranno pagati in contanti in sei rate annue (attenzione non si tratta di assunzione di mutui che vengono ammortizzati in 20 anni, ma di rate da pagare subito!). Un milione di euro sarà l'esborso per l'espropriazione dei terreni Peep che verranno ceduti gratuitamente al concessionario per costruire 84 alloggi. Circa 300mila euro derivano dal pagamento dell'affitto del piano terreno del fabbricato di 5 piani che verrà costruito nell'area ex macelli ed altri 300mila euro circa derivano dal mancato introito degli oneri di costruzione dello stesso fabbricato. Il resto deriva dalla cessione gratuita dei terreni, del fabbricato ex Cetti Derna, della gestione dei parcheggi in superficie a pagamento, da quella dei parcheggi sotterranei a pagamento, compresa la vendita di 24 box interrati che, pur essendo realizzati su proprietà pubblica, non comportano alcun beneficio economico per le casse comunali». Il progetto - accusa il centrodestra - «ingesserà per anni le finanze del nostro Comune. Nessun beneficio viene previsto per le frazioni, tutte le risorse disponibili saranno prosciugate per il solo centro storico. Alla luce di tutto questo, il nostro gruppo consiliare, anche se a fine mandato, ma non per questo meno motivato e determinato, non si limita a fare soltanto critiche e avvertimenti, ma ha intrapreso un'azione forte, con un dossier di 21 pagine validamente relazionato e illustrato, che coinvolge direttamente undici tra enti e istituzioni che avranno delle responsabilità o che saranno coinvolti». Secondo la Casa delle libertà, «la vera riqualificazione del capoluogo è altro. Essa va mirata a una efficace vivibilità del paese, a un concreto sviluppo economico, a una tangibile decenza urbana, con accessi funzionali e fruizione dei siti, nonché a dare spazi contigui al centro storico, un parcheggio più capiente di quello proposto, nel rispetto delle leggi, senza nessun impatto ambientale o rischio di destabilizzazione di vaste aree circostanti».
TOSCANA - S. MARIA A MONTE. Quel progetto ci costerà sei milioni
Il centro storico di una città è oggetto di un progetto di riqualificazione attraverso la finanza di progetto. Il gruppo consiliare della Casa delle libertà ha diffidato il sindaco e la giunta di centrosinistra dall'andare avanti con il progetto, affermando che è pieno di contraddizioni e vincoli. La Cdl sostiene che il progetto comporterà un onere di circa 6 milioni di euro per il Comune, con pagamenti in contanti e cessione di beni. Il progetto è stato votato dalla giunta, ma la Cdl non si arrende e ha presentato un dossier con 21 pagine che coinvolge enti e istituzioni che saranno coinvolti.
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