DOMENICA, 09 MARZO 2008 Pagina 11 - Attualità TERRITORIO - FATE IL BENE DEI PARCHI --------------------------------------------------- L'intervista a Riccardo Conti sul governo del territorio preannuncia iniziative e momenti di riflessione e di approfondimento su temi di cui in Toscana si sta discutendo da tempo e spesso in maniera sbrindellata e senza la necessaria continuità e coinvolgimento di tutti i livelli istituzionali. Libri e incontri sono perciò utili e da incoraggiare. E va bene auspicare e sostenere un ambientalismo del fare ossia evitare che ogni questione finisca per marcire ed essere rimandata a babbo morto. Ma anche qui forse non è inopportuno precisare che importante è il come fare per fare bene. Veniamo al sodo e cioè ad una questione di grande attualità a cui fa cenno in chiusura anche Conti quando parla di ministri e sovrintendenze che dovrebbero decidere ognuno per conto suo sulla base di una "scissione" e cioè una separazione di ruoli nel governo del territorio. Non credo che basti aggiustare che è pur sempre meglio che rompere. La Camera dopo il Senato ha nei giorni scorsi dato il suo placet allo Schema di decreto legislativo recante disposizioni correttive e integrative del codice dei beni culturali e del paesaggio. La conferenza stato-regioni aveva qualche osservazione ma nessuno si è preso la briga neppure tra le regioni più attente e sensibili a quelle tematiche che ricorda anche Conti a proposito di scissioni. Infatti l'art. 144 del nuovo codice stabilisce che "I comuni, le città metropolitane, le province e gli enti di gestione delle aree naturali protette conformano o adeguano gli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale alle previsioni dei piani paesistici secondo le procedure previste dalle leggi regionali". Se a qualcuno non fosse chiara la portata di questa norma ricordiamo che la legge quadro del '91 stabilisce al pari delle leggi regionali compresa quella toscana che i piani dei parchi riguardano anche la parte paesaggistica tanto che i nostri parchi toscani da anni rilasciano anche i nulla osta in materia. Dopo il gran parlare sul paesaggio che non è più costituito da punti panoramici e pezzi isolati ma si integra e si raccorda a tutti gli effetti con il territorio - natura compresa - ecco di nuovo la scissione. L'art. 146 dice quasi subito dopo che la regione esercita la funzione autorizzatoria in materia di paesaggio avvalendosi dei propri uffici o può delegarne l'esercizio per i rispettivi territori, a province, ad ambiti sovracomunali appositamente definiti ai sensi delle vigenti disposizioni sull'ordinamento degli enti locali ovvero ai comuni. Da questa formulazione neppure Mandrake riuscirebbe a tirar fuori dal suo cappello i parchi i cui piani sono "speciali" proprio in quanto ispirati ad una politica di tutela anche del paesaggio. Ecco un caso di sconcertante silenzio (salvo un recente documento di Federparchi) che conferma che si può far danno ai parchi con le politiche alla Matteoli ma anche con decisioni meno rozze e grossolane solo apparentemente più indolori. Renzo Moschini