Caro direttore, ho terminato di leggere il vostro ennesimo articolo dedicato alle Grandi mostre bresciane e, decido, attraverso le pagine del giornale, di rispondere ai professori di mia figlia che, meravigliati, si chiedevano perché non avesse preso parte alla visita guidata «America!» al museo di Santa Giulia. Brevissima premessa: sono un appassionato di arte; ho sempre visitato tutte le mostre possibili, a Brescia ed anche fuori, ho sempre accompagnato la famiglia (siamo in cinque) per musei, pinacoteche e quant'altro. Mia figlia maggiore ha frequentato un liceo scientifico ad indirizzo artistico, successivamente un corso triennale di restauro di opere d'arte e, dopo una parentesi lavorativa, ha deciso di proseguire gli studi iscrivendosi a Beni culturali ed ora è alla vigilia della laurea; la minore frequenta un liceo artistico e quindi, la non partecipazione alla visita di istruzione della mostra nella propria città è stata pietra di scandalo. Ricordo qualche anno fa, con l'on. Rutelli ai Beni culturali, la campagna di sensibilizzazione promossa dal ministero per incentivare le visite nei musei, il recupero, il restauro e la conservazione del nostro immenso patrimonio d'arte. La popolazione ha risposto positivamente a questo nvito e si sa che l'arte, anche assumendola inizialmente a piccole dosi, prima o poi ti frega e non puoi più farne a meno; si diventa come drogati! Vengo al sodo: com'è possibile far pagare euro 16 per una mostra come le attuali o le precedenti? Sono andato a Parigi e, tra le altre cose, ho visitato il Museo d'Orsay con ben due distinte mostre, una delle quali intitolata «La Foresta di Fontainbleu» e, ciliegina sulla torta, alcuni dipinti che avevo visto a Brescia me li sono ritrovati dinnanzi quasi mi stessero aspettando. Da noi, due mostre, più la visita alla pinacoteca, in biglietto cumulativo, usufruibile nelle dodici ore immediatamente successive, mi sarebbe costato quanto una giornata lavorativa (illusorio pensare di poter portare la famiglia), a Parigi, e sottolineo Parigi, mi è costato sei euro e cinquanta centesimi (bene euro 6,50...). Al Louvre, beh, quello è decisamente per ricchi e ti chiedono due euro in più, però in alcuni giorni della settimana puoi entrare con lo sconto, dopo una certa ora pomeridiana e, se non ricordo male, in un determinato giorno del mese l'ingresso è gratuito! Ma qui stiamo parlando di musei di provincia, non confondiamo la lana con la seta. A parer mio non serve assolutamente esprimere giudizi o altro, solo un brevissimo pensiero conclusivo: se il signor Goldin vorrà emigrare in quel di Verona ben vada che verso il Nordest son più ricchi e disponibili e con lui anche il buon sig. Corsini che tanto fece qualche anno fa per averlo; io voglio tornare a visitare mostre con la famiglia senza dover accendere un mutuo. Dimenticavo, questo discorso lo si può adattare pari pari ai concerti musicali. Giulio Botticini CALCINATO