La città dovrebbe difendere la Biennale dalla controriforma targata Urbani come sì difende la propria "fabbrica" più preziosa e necessaria, come si difende la propria risorsa irrinunciabile di fronte a un attacco intollerabile, per di più attuato con decreto. Bisognerebbe reagire esattamente così, come hanno fatto i lucani di fronte allo scempio di paesaggio e agricoltura previsto dal decreto che individuava Scarnano come sito per le scorie nucleari, stravolgendone la natura e compromettendone il futuro. L'attacco alla Biennale - che con un vero e proprio scippo verrebbe trasformata in un nuovo carrozzone "romano" per di più consegnato all'affarismo privato, in un'orripilante sintesi di burocratismo e mercificazione -significa per Venezia proprio questo. Se il governo continuerà nel suo progetto, bisognerà chiamare la città alla più dura ed estesa delle reazioni. Chiamare Venezia, intendo, a scioperare compatta contro questa scelta scellerata: sciopero dei lavoratori e degli studenti, serrata dei negozi, degli esercizi, dei locali, dei musei - questa dovrebbe essere la risposta della città, se vuoi dire al mondo e al governìcchio prepotente che abbiamo che è ancora viva e che non si fa calpestare da nessuno. Il consiglio comunale dovrà discutere anche di questo lunedì prossimo a Ca' Farsetti. Gianfranco Bettin Prosindaco di Mestre