I giudici della Corte europea hanno invitato le parti a un «componimento bonario». La «difesa» dell'Italia contesta l'invio incompleto di tutte le carte. Il giudizio di Strasburgo mette a rischio diversi procedimenti penali: «Non c'è colpa senza colpevoli». In bilico altra confisca a Mola: deciderà la Corte Costituzionale? Lo Stato non vuole scucire un euro per «Punta Perotti». E il megarisarcimento sembra avvicinarsi sempre di più. Nei giorni scorsi sono state infatti depositate le ultime «memorie» delle parti del processo in fase di celebrazione dinanzi ai giudici della Corte europea dei diritti dell'uomo, n Tribunale di Strasburgo (le cui decisioni producono gli effetti nel Paese «soccombente»), dopo aver dichiarato «ammissibile» il ricorso della Sud Fondi di Matarrese (difesa dall'aw. Pasquale Medina), ha invitato le parti - così come prevede la procedura della Corte - a un componimento bonario, ovvero concordare un risarcimento dei danni. Le proposte, secondo il protocollo, vengono depositate in buste chiuse, quindi successivamente aperte dai giudici di Strasburgo per dirimere la questione. Se Matarrese sembra intenzionato a battere cassa per qualche centinaio di milioni di euro, lo Stato (il procedimento a Strasburgo è infatti incardinato contro il Governo italiano) non intende neanche fare una proposta. «Non daremo un euro» e non aderiamo alla «proposta». La sentenza con cui la Corte europea ha dichiarato inequivocabilmente la sua «posizione», chiarisce che nel caso dell'ecomostro, la confisca non è da considerarsi una sanzione amministrativa, bensì una sanzione penale, principio che contrasta con il principio comunitario secondo cui non ci può essere colpa senza colpevole. Nel caso di Punta Perotti, tutti sono stati assolti ma i palazzi sono stati sequestrati nonostante fossero stati realizzati in virtù di una regolare concessione edilizia. Intanto, la «difesa» del Governo Italiano a Strasburgo (è un magistrato) lamenta la circostanza di non aver avuto una documentazione completa sull'intera vicenda. In particolare, soprattutto dopo le «eccezioni» mosse dall'Avvocatura del Comune all'indomani della pronuncia dei giudici di Strasburgo, sembrerebbe non essere pervenuta alcuna notizia circa la richiesta di risarcimento (500 milioni di euro) avanzata da Matarrese in un separato giudizio al Tribunale di Bari. Tale particolare non sarebbe di poco conto visto che - secondo una prospettazione di parte - una notizia del genere avrebbe potuto indurre la Corte a manifestare un giudizio diverso sull'ammissibilità visto che non si possono proporre due giudizi per la stessa ragione. Per essere chiari, Matarrese non può chiedere contemporaneamente i danni a Strasburgo e a Bari. «Forse non ci si rende conto - sarebbe stato il commento raccolto nei corridoi della Corte - che lo Stato Italiano si è infilato in un tunnel che porterebbe dritto alla condanna per un maxirisarcimento. Ma secondo un'altra versione, tale particolare sarebbe influente perché le voci di danno potrebbero essere differenti. Va ricordato che la decisione con cui la Corte di Strasburgo ha dichiarato ammissibile il ricorso dei Matarrese - al di là del dato che riguarda la quantificazione del danno da risarcire - ha comunque sancito un principio importante per l'ordinamento giudiziario italiano. E cioè che la confisca, in un processo penale senza colpevoli, non è ammissibile perché viola la convenzione dei diritti dell'uomo. E la conferma che la decisione di Strasburgo rischi di provocare un effetto domino, arriva dal giudizio in corso dinanzi alla Corte di appello di Bari che ha per oggetto una maxi lottizzazione a Mola (località Cozzetto), il cui procedimento si è definito con la prescrizione del reato e con la confisca. I giudici di secondo grado, alla luce della sentenza della Corte dei diritti dell'uomo, stanno prendendo in considerazione (accogliendo la tesi degli avvocati difensori Pasquale Medina e Aurelio Gironda) di rinviare gli atti alla Corte Costituzionale per una «ratifica» formale del principio affermato dai giudici di Strasburgo. Sul punto, la Corte di appello deciderà il mese prossimo.
Non pagheremo un euro. Punta Perotti, condanna vicina
La Corte europea dei diritti dell'uomo ha invitato le parti a un componimento bonario nel caso Matarrese contro l'Italia. La difesa dell'Italia contesta l'invio incompleto di tutte le carte. Il giudizio di Strasburgo mette a rischio diversi procedimenti penali, tra cui quello di Mola e Punta Perotti. La Corte ha dichiarato ammissibile il ricorso di Matarrese, ma non ha ancora proposto una proposta di risarcimento. La difesa del Governo Italiano lamenta la mancanza di documentazione completa sull'intera vicenda. Il caso potrebbe portare a un maxi risarcimento per Matarrese.
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