Lavori. Iniziati nel 2004 sono stati bloccati dopo 50 giorni Stanziati 600 mila euro da Provincia di Roma e Comune Doveva aprire nel 2006. Doveva, appunto. Perché della «Casa della Memoria» in via Tiburtina non c'è nessuna traccia. Così quello che doveva essere il luogo, voluto dall'amministrazione del III Municipio, per ricordare la resistenza dei sanlorenzini durante la seconda guerra mondiale, si sta rivelando un boomerang per il governo del presidente Corsetti. Per costruirla il 5 maggio 2003 la Provincia, allora presieduta dall'esponente di An Silvano Moffa, stanziò un contributo in favore del III Municipio di 480 mila euro. Dopo l'erogazione dei fondi venne emanato il bando, in licitazione privata, per l'assegnazione dei lavori. Appalto che venne vinto, il 31 maggio 2004, dalla Clip Sri grazie a un ribasso d'asta del 39,73, che significava un risparmio sullo stanziamento di Palazzo Valentini di 157 mila euro. Dopo la verifica della regolarità delle posizioni {27 settembre 2004) si diede il via ai lavori che prevedevano la messa in sicurezza della struttura. Tutto normale fino a qui. Ma ecco il primo intoppo. Il 15 novembre 2004, cioè appena 49 giorni dopo l'inizio, i lavori vennero sospesi. Perché? La Cilp dichiarò che i fondi (323 mila euro) erano insufficienti per completare l'opera. Dichiarazione che aprì uno «scontro» all'interno dell'Ufficio tecnico del IH Municipio tra il direttore Manzi e il dirigente Belardi (dimessosi lo scorso anno su richiesta della stessa amministrazione municipale) sulle modalità di assegnazione dell'appalto. Nel frattempo dal Comune di Roma erano arrivati, provenienti dal piano di investimento 200406, altri 120 mila euro. Fondi richiesti per effettuare gli interventi di risistemazione esterna dell'edificio. Anche in questo caso il Municipio emanò un bando pubblico che venne vinto dalla Insel Spa, che il 22 novembre 2004 stipulò il contratto per l'esecuzione del secondo lotto di lavori, che però non potevano iniziare fino a quando non fossero ultimati quelli del primo lotto. Insomma tanti soldi, ma anche tanta confusione. Ma questo non impedì al Municipio di liquidare (in due rate, la prima il 28 giugno 2004 e la seconda il 21 aprile 2006) la Cilp srl con 152mila euro per il lavoro svolto. Azienda con la quale il 15 aprile 2006 venne concordata la sospensione del contratto. Così dopo due anni e 152 mila euro spesi per non vedere realizzato nulla, intervennero i comitati cittadini. Alle loro richieste di chiarimento, esposte con due lettere una il 22 novembre 2006 al capo di Gabinetto della Provincia Antonio Calicchia e un'altra al presidente Corsetti, il Municipio rispose con la promessa che i lavori sarebbero ripresi al massimo entro due mesi. Ed effettivamente qualche lavoro è ripartito (il 29 aprile 2007), ma per mettere in sicurezza uno dei muri della struttura che stava crollando su un'abitazione. Intervento costato 41 mila euro alle casse municipali. Così ad oggi, a rappresentare l'opera voluta e pubblicizzata con grande enfasi dal Municipio e dai suoi amministratori c'è solo un blocco di cemento armato. Un rudere di 150 metri quadrati, pieno di rifiuti e infestato da zanzare, scarafaggi e topi. Un «regalo» che i cittadini del quartiere universitario conserveranno e custodiranno nella loro memoria.