Sicurezza. Il parco rifugio di balordi. Boom di colpi nelle case delle vie limitrofe Un cancello di ferro da quattro soldi attaccato a due pali squadrati di cemento con una catena penzoloni. È l'ingresso principale di Villa Blanc, su via Nomentana, a un marciapiedi di distanza dal confine tra III e II Municipio. Oltre il cancello un parco di cinque ettari abbandonato, il villino ottocentesco con le sue depandance. Questo è il paradiso dei ladri. Un quadrato di verde separato dalle abitazioni, su due lati, da alti muri, la cui sommità si trova proprio all'altezza del terzo piano delle palazzine. Un trampolino naturale per i topi d'appartamento di tutte le stagioni che fanno puntualmente visita alle abitazioni di via Vasi, via Venuti e via Panvinio, un ricovero sicuro per chi ha appena fatto un colpo in via Lanciani o piazza Winckelmann, un gioiello già più volte razziato. La Villa, dal 1996 di proprietà dell'Università Luiss, versa nel totale abbandono. Il Comitato Villa Blanc si batte da anni per il suo recupero, e da tempo denuncia gli assalti dei ladri agli appartamenti del circondario. «Dalla parte di via Nomentana e di piazza Winckelmann malintenzionati hanno aperto varchi nella recinzione - spiega Elisabetta Nori - e nessuno ha mai riparato la rete». Preoccupato per l'alto tasso di furti in casa nelle strade limitrofe al parco e del degrado di cui è vittima Villa Blanc, è Giuseppe Rubino, diringente del commissariato Porta Pia di via Forlì, che dice di aver segnalato personalmente il problema a chi di dovere. Ma ascoltando anche le lamentele di Sandro Severoni, presidente del comitato, e di altri residenti come Pierluigi Bocca, ci si convince che «chi di dovere» non ha fatto niente per migliorare la situazione. Il 12 ottobre 2007, finalmente, il comitato riceve un'e-mail di speranza dall'assessore al Patrimonio e Progetti speciali del Comune Claudio Minelli, nella quale si legge che «la Giunta comunale ha adottato la delibera con la quale si decide l'acquisizione di Villa Blanc per 14,6 milioni di euro». Un'operazione - la Luiss la acquistò dallo Stato per 6 miliardi di lire -che consentirebbe ai residenti di avere un parco pubblico con tanto di villa riportata al suo antico splendore. Peccato, però, che la delibera di cui parla Minelli pare sia strettamente legata a un'altra delibera, ben più famosa, la 218 del 10 ottobre 2007. La 218, conosciuta come delibera «Bufalotta-Casal Boccone», è quella «patata bollente» di cui dovrà occuparsi il nuovo sindaco della Capitale. Ma che ci azzecca la Bufalotta con Villa Blanc? Forse perché parte della delibera 218 tratta la concessione della deroga per l'ampliamento dei volumi del cantiere di Viale Romania, dove la società Lamaro, proprietaria del terreno, sta costruendo il nuovo campus universitario per conto della Luiss. Il destino di Villa Blanc, è dunque legato, più che alla delibera «ad hoc», alla 218. Se la Luiss riuscirà a riunire sotto un unico prestigioso tetto i suoi studenti, potrebbe disfarsi più facilmente di Villa Blanc. Ai residenti non resta quindi che aspettare le decisioni del nuovo sindaco rispetto alla delibera 218.