Presto un sopralluogo nel Parco Archeologico per valutare l'entità dei presunti abusi edilizi Auspicato da Renato Soru dopo la doccia fredda ricevuta dal Tar, l'intervento del ministero dei Beni Culturali nella contesa su Tuvixeddu diventa realtà. Lunedì, i dirigenti del dicastero ascolteranno dalla viva voce del soprintendente per i Beni archeologici Giovanni Azzena la relazione sullo stato dell'arte. Dopo il clamore delle tre sentenze dei giudici amministrativi, che bocciavano i nuovi vincoli voluti dall'amministrazione regionale, e - non ultimo - il dossier della Forestale che individua presunti abusi nel Parco Archeologico comunale, Roma vuole vederci chiaro. Si tratta di una fase ricognitiva, propedeutica forse ad un interessamento più stringente del ministero alla maggiore necropoli del Mediterraneo. Fresco di nomina (è in servizio dal maggio 2OO7) Azzena ha preparato una relazione che esporrà dal vivo. Non è chiaro se la sua sia l'unica audizione, oppure se altri esponenti di viale Trento oppure archeologi saranno sentiti in seguito. L'audizione di Azzena non dovrebbe riguardare l'intero colle, ma solo il versante che affaccia su viale Sant'Avendrace, dove è aperto il cantiere dell'Impresa Cocco. Perché sul resto dell'area, la Soprintendenza ha le mani legate: il predecessore di Azzena, Vincenzo Santoni, era stato l'unico componente la Commissione regionale ad opporsi alla tutela estesa a tutto il colle. In viale Sant'Avendrace i lavori vicino alla Grotta della Vipera sono già partiti. In vista di un ricorso regionale al Consiglio di Stato, e tenuta presente la ferrea volontà di Soni nel perseguire l'idea del vincolo totale, è facile pensare che Raimondo Cocco acceleri i lavori. Tanto da realizzare l'edificio autorizzato in tempi record. Diversa la situazione sull'altro versante del complesso. Presto il Corpo Forestale tornerà a Tuvixeddu, stavolta nel Parco Archeologico, per capire l'impatto che le otto maxi-fioriere in pietra hanno sui nuovi scavi. Si tratta di muraglioni a "terrazzamenti" che corrono, in diversi tratti, per 400 metri lungo la necropoli. Scopo dichiarato, quello di accogliere piante e alberi. La Commissione regionale li aveva bocciati proprio perché poco coerenti con la cupezza che deve caratterizzare la necropoli. Per i ranger, sarebbero opere abusive, perché previste solo dal progetto esecutivo e non da quello approvato da Comune, Regione, Soprintendenza. Ma dal maggio 2007, mese dell'ultima ispezione, sono state portate alla luce almeno 400 tombe. Dunque, prima di passare all'iscrizione sul registro degli indagati degli autori del presunto scempio, il pm Daniele Caria potrebbe ordinare un nuovo sopralluogo. A quel punto, il Comune (committente del Parco) potrebbe decidere di abbattere i gradoni. Viceversa, scatterebbe il sequestro: la procedura è pressoché scontata.
Roma si accorge di Tuvixeddu, audizione sul colle conteso
Il riassunto è il seguente:
Il ministero dei Beni Culturali ha programmato un sopralluogo nel Parco Archeologico di Tuvixeddu per valutare l'entità dei presunti abusi edilizi. Il soprintendente per i Beni archeologici, Giovanni Azzena, sarà ascoltato dalla viva voce del ministero. L'audizione non riguarderà l'intero colle, ma solo il versante che affaccia su viale Sant'Avendrace, dove è aperto il cantiere dell'Impresa Cocco. I lavori vicino alla Grotta della Vipera sono già in corso. Il Corpo Forestale tornerà a Tuvixeddu per capire l'impatto che le otto maxi-fioriere in pietra hanno sui nuovi scavi.
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