Dalla necessità di «completare gli scavi» a piazza Venezia, dove «non si può fare a meno di fare la fermata» alla conferma ufficiale di «non procedere oltre con la fermata di Torre Argentina». Sono alcuni dei risultati dei sondaggi effettuati dalla soprintendenza ai beni archeologici di Roma sui territori della linea C, un tracciato che prevede di sottopassare le aree connesse con i più importanti monumenti della città antica. I dati riguardano i ritrovamenti della prima fase di indagini nei siti più centrali della linea: stazione Vene zia, Campo Marzio e il tratto da San Giovanni al Tevere. Tra queste zone, «la situazione meno problematica», secondo il soprintendente ai beni archeologici di Roma Angelo Bottini, è quella di San Giovanni «dove la superficie della stazione è stata ridotta della metà e i resti sono meno importanti». L'area archeologicamente più importante, invece, è quella di Campo Marzio, al centro della quale c'è la stazione di Chiesa Nuova. «Lì - ha spiegato Bottini - visto che non abbiamo ancora un' indagine approfondita potremmo avere problemi». E a Campo Marzio tra i tanti resti rinvenuti, gli archeologi hanno smentito di aver ritrovato il cosiddetto Cenotafio di Agrippa. «Sappiamo che dovrebbe essere lì, ma per ora non lo abbiamo ancora trovato. Stiamo scendendo a profondità molto modeste». Per quanto riguarda la stazione di piazza Venezia, Bottini ne ha parlato come un punto nodale del progetto della linea C, con una situazione archeologica più complessa del previsto. Ha spiegato: «Per fare il vuoto è necessario aver completato lo scavo, che va giù a venti metri. Solo allora faremo una valutazione di che cosa rimane e che cosa togliamo. In gran parte non lo sappiamo ancora. Però posso dire che per arrivare a quella quota si deve automaticamente rimuovere quello che c'è sopra, è un dato di fatto. Per noi è più importante la conoscenza delle stratificazioni che non i singoli muri di cui Roma è piena».