Trasparente, aggiornato, accessibile a tutti, centrato sull'utente e reattivo alle sue richieste di informazioni e contatti, multilingue, inte-roperabile, rispettoso delle leggi relative alla privacy e alla tutela della proprietà intellettuale, predisposto alla conservazione dei propri contenuti nel lungo periodo. Questi sono i principi che dovrebbe rispettare un sito web culturale "di qualità", secondo quanto indicato dal Progetto Minerva, il network ministeriale europeo per il coordinamento e la valorizzazione dei contenuti digitali, in occasione di un incontro ospitato a Parma nell'ambito del semestre italiano alla presidenza del Consiglio dell'Unione Europea. Principi ribaditi nella Carta di Parma (scaricabile nel sito www.mi-nervaeurope.org) che è stata approvata dal gruppo dei rappresentanti nazionali dei 15 membri dell'Unione nonché dei dieci Paesi di nuova accessione e di Russia e Israele, i quali a partire da questa occasione italiana parteciperanno ai lavori del Progetto Minerva per definire una piattaforma comune di standard tecnologici, di raccomandazioni e linee guida che favorisca la comunicazione e la fruizione del patrimonio culturale e scientifico attraverso Internet. Un'impresa complicata come osserva Rossela Caffo, coordinatrice del Progetto Minerva dalle consistenti differenze esistenti in termini di quantità e peculiarità del patrimonio culturale (con una densità maggiore nel Sud dell'Europa, diffuso sul territorio in Italia, più concentrato in altri Paesi), di legislazione e di sviluppo tecnologico. Parma è stata anche l'occasione per presentare il Manuale per la qualità dei siti web culturali e la Guida alle buone pratiche del campo della digitalizzazione del patrimonio culturale. Tra i nuovi progetti, la creazione di un repertorio intereuropeo dei prodotti in digitale, che vede in primo luogo la partecipazione di Francia, Italia e Regno Unito ma è estendibile ad altri Paesi: una mappa di quel che già c'è, nella quale come spiega Caffo sulla scorta dell'esempio francese si stabiliscono criteri di indicizzazione standardizzati, creando una base conoscitiva indispensabile per orientare più efficacemente i finanziamenti pubblici nonché necessaria per ogni iniziativa futura di coordinamento. Gli sforzi conoscitivi e di armonizzazione a livello europeo comportano in primo luogo un impegno consistente di mappatura a livello nazionale. Per l'Italia questo si è tradotto fin qui innanzitutto nella Biblioteca digitale italiana (www.iccu.sbn.itbdi.html) e nel recente progetto di un Portale nazionale multilingue dell'offerta culturale, turistica e produttiva. Quest'ultimo, cui è stato accordato un finanziamento di 15,2 milioni di euro dal Cipe, coniuga in maniera alquanto audace l'impegno per l'accessibilità del patrimonio attraverso Internet con la promozione turistica: due finalità che, separate, sono legittimamente perseguibili, ma la cui compatibilità, rispondendo a priorità differenti, è alquanto dubbia.
La qualità del sito si vede dalla Carta
Il Progetto Minerva, un network ministeriale europeo, ha tenuto un incontro a Parma per discutere della creazione di un sito web culturale "di qualità". I principi da seguire sono trasparente, aggiornato, accessibile a tutti, centrato sull'utente e reattivo alle sue richieste. La Carta di Parma, approvata dal gruppo dei rappresentanti nazionali, ribadisce questi principi. Il progetto include la creazione di un repertorio intereuropeo dei prodotti in digitale, una mappa di quel che già c'è, con criteri di indicizzazione standardizzati.
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