Polemiche sulla decisione ministeriale che smembra i Beni archeologici, architettonici e storici tra Sassari e Cagliari Evitato l'accorpamento, si è creata una contestata frattura SASSARI. Da una parte si aggrega, dall'altra si divide: la direzione regionale della Soprintendenza per i Beni Archeologici per la Sardegna avrà sede a Sassari, mentre quelle per i Beni architettonici e per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici avranno sede a Cagliari. In pratica, Sassari «guadagna» anche il governo dell'archeologia di Cagliari-Oristano (oltre a Nuoro, già accorpata all'ufficio del capoluogo sassarese), ma perde tutti gli altri pezzi importanti e «conquista» parecchi disagi. La decisione è ministeriale ed è arrivata dopo mesi di segnalazioni al ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli. Tra le ipotesi, in questi mesi, si era affacciata anche l'ipotesi di accorpare tutti gli uffici a Cagliari, con scorno, quindi, per il capo di sopra. La notizia del decreto ministeriale, trasmesso con circolare n. 50 del 5 marzo scorso, è stata diffusa sui giornali di ieri e ha immediatamente scatenato reazioni contrapposte. Da una parte, infatti, si parla di battaglia vinta dai sassaresi: la prima reazione di «vittoria», già l'altro ieri, è stata di Alba Canu, consigliere provinciale diessino (il gruppo Pd in Provincia non è stato formalizzato). La considerazione era naturale: a Sassari esiste il Centro di restauro della Sardegna che dovrebbe diventare il punto di riferimento dell'intera area del Mediterraneo; e qui insistono il maggior numero di musei di enti locali. Insomma, se proprio si doveya decidere sulla razionalizzazione delle Soprintendenze in due ambiti, Sassari aveva le carte in regola per conservare il settore archeologico. Ma questo ha comportato una sorta di scambio con l'accorpamento a Cagliari dei Beni Architettonici e Paesaggistici che, per gli addetti ai lavori, sarà un disastro. La logica del risparmio sulle retribuzioni dirigenziali dicono i dipendenti ha sacrificato la logica del rispetto dovuto al territorio del nord Sardegna, alla unicità e varietà del paesaggio, al suo patrimonio architettonico, al suo sviluppo sociale, economico e culturale. Fino al 21 febbraio scorso, nella bozza del decreto, la sede centrale indicata per i Beni architettonici e il paesaggio «era quella di Sassari sottolineano i dipendenti laddove si registra la presenza di cinque architetti, spesso in posizioni apicali, una specifica competenza guiridica sui beni culturali e una adeguata struttura amministrativa di supporto. Inspiegabilmente, la logica della precedente scelta ministeriale è stata ribaltata». Tanto che, a sentire il sindacato Ugl, per Sassari si è trattato della classica vittoria di Pirro. «L'accorpamento della Soprintendenza Bap-Psae di Sassari con Cagliari, di fatto creerà enormi problemi al territorio dice Valter Meloni . Si pensi che per quanto riguarda la sola attività paesaggistica, gli uffici di Sassari arrivano 5000 pratiche l'anno». E già si immaginano disagi in termini di spostamenti e di risorse economiche da utilizzare, per l'utenza che sarà costretta a recarsi a Cagliari per conoscere lo stato delle pratiche. Dello stesso avviso è il sindaco di Alghero, Marco Tedde, convinto che «in questo modo la Sardegna, sul cui territorio si concentra la maggior parte del patrimonio architettonico e storico-archeologico della nostra regione, viene privato di un'istituzione territoriale di straordinaria importanza. Ciò comporterà inevitabili disagi dice il sindaco algherese con allungamento e perdite di tempo e con ripercussioni negative in termini di efficacia dell'azione amministrativa e decisionale degli enti coinvolti». Intanto, il consigliere regionale di Forza Italia, Tore Amadu, protesta e interroga il presidente della Regione e gli assessori competenti chiedendo un intervento al ministero per far sì che Rutelli modifichi il suo decreto prevedendo l'istituzione a Sassari dell'ufficio dirigenziale della Soprintendenza per i Beni architettonici e il paesaggio. Più pratico il segretario proyinciale della Uil, Arnaldo Melissa: «II decreto non ci fa giustizia. Mi chiedo quale ragione interventi abbia spinto il ministero a attuare tale scelta. Di sicuro, per non perdere tutto, si è privilegiato l'Archeologico a scapito delle altre soprintendenze. Il problema è sempre lo stesso: non c'è una regia unica tra le forze politiche per governare questi cambiamenti. Così, Sassari protesta, ma le voci sono discordanti».
Sardegna. Soprintendenze nella bufera
Il ministero ha deciso di accorpare le Soprintendenze per i Beni archeologici, architettonici e storici tra Sassari e Cagliari. La sede della Soprintendenza per i Beni archeologici sarà a Sassari, mentre quelle per i Beni architettonici e storici artistici ed etnoantropologici saranno a Cagliari. Questa decisione ha scatenato reazioni contrapposte tra i dipendenti e i sindaci delle province coinvolte. I dipendenti sostengono che la decisione è stata presa senza considerare la logica del rispetto del territorio e la unicità del paesaggio sardo.
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