La sovrintendenza regionale ai beni archeologici avrà sede a Sassari. Il decreto è stato trasmesso, nero su bianco, nella circolare numero 50 del 5 marzo 2008, e porta la firma romana del ministero dei Beni culturali. Una battaglia è vinta: finalmente è caduta l'ipotesi che la sede dovesse essere a Cagliari, così come è capitato per le altre due sovrintendenze, quella ai beni paesaggistici e architettonici. Soddisfatti i sindaci d i Sassari e Porto Torres. «E' una vittoria», sottolinea Gianfranco Ganau, «non potevamo perdere la direzione di un ente che nel nostro territorio vanta una vasta ricchezza di opere e luoghi». La soddisfazione c'è: resta un 'ma'. «Certo», prosegue Ganau, «l'accorpamento nel capoluogo di Regione delle altre due sovrintendenze ai beni architettonici è un'ombra netta e scura: avremmo preferito averle qui al Nord, ci auguriamo che questo non significhi perdita di autonomia o riduzione dei posti di lavoro». Luciano Mura, primo cittadino di Porto Torres, ringrazia «lo sforzo congiunto del territorio: infatti senza non avessimo protestato tutti e con forza c'era la concreta possibilità che la prima ipotesi, ovvero l'accorpamento di tutte le sedi a Cagliari, diventasse realtà». Soddisfatta anche Alba Canu, capogruppo Ds in consiglio provinciale e promotrice di un appello firmato dal presidente del consiglio provinciale, Enrico Piras, e dai capigruppo dello Sciuti, poi spedito agli eletti del Nord Sardegna in parlamento e. dello Sciuti, poi spedito agli eletti del Nord Sardegna in parlamento e al ministro alla Difesa Arturo Parisi, per scongiurare che ci fosse anche la decisione di Roma di spostare la direzione regionale nel sud dell'Isola. Per gli eletti dello Sciuti già la decisione dell'accorpamento era «il frutto di errata valutazione tecnica e non di scelta politica perché mentre la Sardegna, con una delle maggiori estensioni territoriali e un patrimonio culturale vasto, sarà sede di soli 5 uffici dirigenziali non generali, la Lombardia ne conterà 10, la Puglia 8, il Veneto 9, la Liguria 6», nonostante le difficoltà di collegamento fra territori, mal serviti dal punto di vista della viabilità e l'enorme ricchezza di beni e reperti. Le lamentele erano arrivate da più parti. Prima era toccato agli epigrafisti, poi ai numismatici, agli operatori dei beni culturali, ai funzionari delle sovrintendenze, compreso l'attuale sovrintendente archeologico, il sassarese Giovanni Azzena, infine al Senato accademico che, mettendo la questione all'ordine del giorno, aveva criticato il ministero per i Beni Culturali, e chiesto al rettore turritano Alessandro Maida di impegnarsi immediatamente per scongiurare il pericolo. «Il Senato Accademico», -recitava il documento sottoscritto dai rappresentanti di docenti e studenti, «interpretatale provvedimento e la possibile soppressione della soprintendenza di Sassari e Nuoro come un grave impoverimento del territorio, come un pericoloso ritorno al passato indietro di mezzo secolo e come una minaccia a danno della stessa Università di Sassari». Tedde scrive al ministro: «Ritiri subito il decreto» Il no di Alghero «Il Ministero dei Beni Culturali con un bizzarro decreto ha soppresso la soprintendenza di Sassari e Nuoro accorpandola a quella di Cagliari, mettendo in atto ciò al quale io stesso mi ero fermamente opposto con lettera dei 23 agosto scorso». Il sindaco di Alghero non è soddisfatto di aver ottenuto solo la sede regionale archeologica a Sassari e, criticando la soppressione delle locali sedi dei beni paesaggistici e architettonici, scrive al ministro Rutelli chiedendo di ritirare il decreto, per evitare nuove difficoltà al Nord.