Il vicesindaco: i posti di lavoro garantiti sino ad oggi dalla cooperativa sono salvi. Puntiamo a creare il biglietto unico per visitare tutti i siti. Gli scavi di Tharros saranno gestiti in futuro da una fondazione che potrebbe essere attiva già da quest'estate. Lo ha deciso il Consiglio comunale approvando atto costitutivo e statuto proposti dalla Giunta. Il nuovo ente si occuperà non solo della gestione del sito di Tharros ma anche del museo "Marongiu", della torre spagnola, della chiesa di San Giovanni e della chiesetta ipogeica di San Salvatore. «Un'iniziativa - ha spiegato il vicesindaco Sandro Murana - che mira a una gestione unitaria dei beni culturali del territorio guardando per il futuro al rilascio di un biglietto unico ». Finora la biglietteria degli scavi e del museo era gestita da un coop che alcuni anni fa vinse un appalto bandito dal Comune. LA NOVITÀ. «La nostra scelta - ha detto l'assessore alla Cultura Barbara Poddi - è stata quella di ricorrere a una gestione indiretta dei beni culturali. E la fondazione, della quale il Comune è socio unico, ci è sembrata lo strumento migliore per la sua praticità e per i benefici anche di natura fiscale. Non è stata dunque una via obbligata dato che vi erano diverse altre possibilità di gestione, come ad esempio l'affidamento del servizio attraverso gare d'appalto, com'è avvenuto fino ad oggi ». Che prevede l'assorbimento da parte della fondazione «di quella parte del personale - ha spiegato Murana - che fino a ieri, lavorando per la cooperativa che gestiva il servizio, si è occupato dello specifico settore». Dunque, con la fondazione non verrà perso un solo posto di lavoro. Anzi, volendo, questi verranno tutelati, dato che nell'ultima gara d'appalto, la cooperativa Penisola del Sinis riuscì a prevalere di misura su una agguerrita concorrenza arrivata anche dalla penisola ma che in futuro potrebbe giungere anche dall'estero. LO STATUTO. «Il patrimonio archeologico - ha aggiunto il vicesindaco - è uno dei principali fattori turistici del nostro territorio. Va detto infatti che Tharros è uno dei cinque in Sardegna che produce utili. Si tratta dunque di sostenere e rafforzare la gestione in modo che si crei energia indotta a favore dell'economia locale: ambiente e enogastronomia». Un aspetto fondamentale dello statuto della nuova fondazione riguarda gli organi sociali che saranno vincolati al mandato politico degli amministratori. Un aspetto politico importante e visto che mancano due mesi alla conclusione del mandato della Giunta, toccherà ai nuovi eletti fare le nomine. «È stata la nostra una scelta responsabile - ha puntualizzato Sandro Murana - in antitesi a certe prassi utilizzate dalla politica».
Sardegna - Siti archeologici, cambia la gestione
Il Consiglio comunale ha approvato l'atto costitutivo e lo statuto della fondazione che gestirà i beni culturali di Tharros. La fondazione sarà gestita da una società di diritto privato e il Comune sarà socio unico. La gestione degli scavi e del museo sarà unitaria e si prevede la creazione di un biglietto unico per visitare tutti i siti. Il personale che lavorava per la cooperativa che gestiva il servizio sarà assorbito dalla fondazione e i posti di lavoro saranno garantiti. Lo statuto della fondazione prevede l'organizzazione di organi sociali vincolati al mandato politico degli amministratori.
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