Una abitazione su 43 è sconosciuta agli occhi del fisco: questo dicono le cifre dell'Agenzia del Territorio puntando il dito contro 1.531 fabbricati nel territorio cittadino. Tante, tantissime. Eppure, in proporzione alla dimensione dell'abitato, sicuramente meno che in altri centri della nostra provincia. Ad esempio, a Piombino le particelle catastali finite sotto il tiro degli 007 degli uffici catastali varcano la soglia del mezzo migliaio: una ogni 31. A San Vincenzo sono meno come numero (221) ma più come percentuale (3,7). Praticamente come a Campiglia: 207 fabbricati-fantasma, uno su 27. E a Marciana Marina le situazioni contestate sono più frequenti: 131, cioè una ogni 16 edifici presenti sulle mappe del borgo elbano. Ma nella nostra provincia c'è anche una sfilza di paesi in cui i fabbricati nell'elenco dell'Agenzia sono più del 10. Ad esempio, a Capraia: una ogni nove. Ma anche a Collesalvetti (dove se ne contano poco meno di ottocento): una ogni otto. Oppure a Sassetta: una ogni sette. Fino al caso-limite di Suvereto: in un paesino in cui il censimento Istat fotografa l'esistenza di 1.600 abitazioni, la lista del Catasto indica ben 494 casi contestati. Tradotto: addirittura uno su tre. Non crediate sia una strana prerogativa livornese: zero indicazioni per Pistoia, Lucca e Massa ma a Pisa, per dirne una, le situazioni fuori regola sono una ogni 40 edifici esistenti. Ma vale la pena di alzare gli occhi su quanto avviene ad Arezzo. L'Agenzia del Territorio racconta che, in questa città da 91mila abitanti e 38mila abitazioni, le foto aeree hanno individuato 4.574 fabbricati sconosciuti al Catasto (e quasi mezzo migliaio di ex case coloniche che hanno perso i requisiti di ruralità e sono state trasformate in casali chic). E andando fuori dai confini toscani, la musica è ancor più pesante: Rieti conta tanti immobili sconosciuti al fisco quanto Livorno (ma avendo uno stock di fabbricati che è la metà) e Terni ne ha ben 2.788 fuori regola (in una città che ha meno edifici di noi)...