La denuncia di Cracolici: "Stanno rimettendo in circolo strutture cancellate" E Lombardo lancia la sua campagna acquisti -------------------------------------------------------------------------------- Una reggenza da un lato, un interim dallaltro, Lino Leanza ha messo su un castello di incarichi senza precedenti nella storia della Regione: governatore e insieme assessore ai Beni Culturali e alla Sanità. Basterebbe questa circostanza a illustrare quanta influenza abbia lMpa, di cui Leanza è segretario, sullattività dellamministrazione fino al voto. E come Raffaele Lombardo stia preparando il terreno su cui, se sarà eletto, camminerà dal 14 aprile in poi. Lultima delega, quella della Sanità, è tornata a Leanza con le dimissioni di Lagalla. Sembrava che dovesse essere riassegnata ad Agata Consoli, titolare dei Lavori pubblici e tecnico in quota Udc, ma il governatore vicario che guida la Regione dal giorno delle dimissioni di Cuffaro ha deciso di tenerla per sé. A Forza Italia sta bene così: «Leanza offre adeguate garanzie di equilibrio», dice il capodelegazione Dore Misuraca. Anche perché lalternativa Consoli, per i forzisti, avrebbe significato concedere uno spicchio di potere in più ad Antonello Antinoro, ras della Sanità dello scudocrociato. E proprio non entusiasmava. Ma ora il centrosinistra comincia a sentire puzza di bruciato. E il primo a sparare è stato il capogruppo del Pd Antonello Cracolici, che ha scritto una lettera proprio a Leanza per dire che il governo «dovrebbe limitarsi ad operare in regime di ordinaria amministrazione e invece sta tentando di aggirare le norme che stabilivano che le strutture che sanitarie che al primo luglio 2007 non erano in possesso dei requisiti previsti sarebbero state escluse dal regime di accreditamento e quindi non avrebbero più potuto operare in convenzione con il sistema sanitario». In pratica, secondo Cracolici, «nel clima confuso della campagna elettorale si stanno facendo rientrare dalla finestra le strutture che non hanno rispettato la legge». Saverio Ciriminna, dirigente generale dellispettorato sanitario della Regione, nega qualsiasi «manovra occulta». Ma nei fatti cè una pressione di quindici case di cura, la maggior parte catanesi, che con un decreto di dicembre erano state escluse dallaccreditamento e che ora chiedono di rientrare nel grande giro dei finanziamenti. Leanza formalmente non si esprime ma ha già definito «troppo rigide» le norme che hanno portato allesclusione di queste strutture e al conseguente taglio di 1.100 posti letto, di cui 400 solo nel Catanese. Lassessorato sta cercando unintesa con lAiop, lassociazione degli ospedali privati guidata da Barbara Cittadini (moglie di Misuraca), ma la soluzione è difficile perché le case di cura accreditate a questo punto temono di dover sobbarcarsi il taglio dei posti letto. Una partita che è anche elettorale, come la trattativa sul contratto dei regionali che Leanza ha avocato a sé o come lassunzione di 105 precari prevista da un bando del dipartimento Territorio guidato da Pietro Tolomeo, dirigente in quota Mpa. Il movimento per lautonomia mette le mani sulla Regione, in attesa che si celebri lauspicata staffetta: via Leanza, dentro Lombardo. E per questobiettivo è partita una campagna acquisti in grande stile. Lultimo arrivo è quello di Giuseppe Arena, ex vicesindaco di Catania in quota An. Ma in questi giorni altri esponenti di Alleanza Nazionale come Mimmo Russo, ex forzisti come Nicola Barone, ex Udc come Nicolò Nicolosi, socialisti come Maurizio Ballistreri e Giuseppe Lauricella, si muovono verso il movimento di Raffaele Lombardo. Ma il "colpo", per lMpa, si chiama Ferdinando Latteri, deputato del Pd che ha lasciato Veltroni e che probabilmente sarà candidato alla Camera dagli autonomisti. Il movimento di Lombardo lascia le porte aperte ai delusi del Pd. E non a caso, la terza lista in cantiere dellMpa, si chiama "democratici autonomisti". e. la.