Il furto in pieno giorno con il duomo pieno di turisti. Lopera, una raggiera in legno, risale al 1892 -------------------------------------------------------------------------------- Lhanno portata via in pieno giorno, quando la cattedrale era affollata di turisti. Unopera darte del XIX secolo custodita nella cappella del Battistero, una raggiera di legno dorato di circa 40 centimetri di quelle che si vedono spesso sulle teste delle statue dei santi. Secondo la ricostruzione di padre Gino Lo Galbo, parroco della cattedrale, il furto è avvenuto lunedì e subito sono stati informati i carabinieri del comando provinciale e quelli del nucleo tutela patrimonio artistico. Ma lobiettivo degli ignoti ladri non sembra quello di un furto su commissione. Il suo valore, infatti, non è tanto economico, quanto simbolico e religioso. La raggiera lignea dorata a 14 elementi, con raffigurato allinterno un triangolo contenente una colomba ad ali spiegate, simbolo dello Spirito santo, era posta sulla sommità del grande coperchio che chiude la fonte battesimale della cappella del Battistero. Lopera, risalente al 1892, risulta catalogata presso la Soprintendenza dei beni culturali di Palermo. Sul furto stanno indagando i carabinieri del comando provinciale e del nucleo tutela patrimonio artistico, che hanno effettuato alcuni rilievi tecnici nel luogo del furto per individuare eventuali impronte digitali, e stanno adesso vagliando diverse ipotesi investigative alcune delle quali vedono coinvolto il mondo del collezionismo privato clandestino di opere darte e pezzi di antiquariato. Il pezzo trafugato, con foto e scheda tecnica, sarà adesso inserito nella «Banca dati delle opere darte da ricercare» del comando carabinieri tutela patrimonio culturale, consultabile sul sito www. carabinieri. it, nellarea «servizi-banche dati». I carabinieri invitano chiunque disponga di informazioni utili al ritrovamento dellopera darte rubata a mettersi in contatto, anche attraverso il 112. Non è la prima volta che ignoti ladri trafugano una raggiera dalla cattedrale di Palermo. Nei libri, don Gino Lo Galbo ha trovato traccia di un altro furto, avvenuto molto tempo addietro, di un pezzo simile risalente al 1841. «Per portarlo via - dice il parroco - devono avere approfittato di un momento di confusione quando la cattedrale è piena di turisti. Quello rubato è un pezzo ad incastro, facilmente staccabile ed occultabile in una borsa o in un sacchetto di plastica. Diciamo che non è un pezzo di inestimabile valore, ma è sicuramente un furto sacrilego, da parte di qualcuno che ha voluto offendere il tempio. Certo, non si troverà nella bottega di qualche antiquario della zona, magari a casa di qualche collezionista o in negozi di oggetti sacri antichi». Don Gino Lo Galbo rilancia il tema della sicurezza della cattedrale che, a fronte di un imponente numero di fedeli e visitatori ogni giorno, non è dotata di alcun sistema di sicurezza. «Qui - dice il parroco - ci affidiamo alla vigilanza saltuaria dei nostri ragazzi o di volontari. Abbiamo un sistema di allarme che protegge solo il tesoro e capisco che non possiamo riempire la chiesa di allarmi, ma forse sarebbe il caso di riprendere in esame lidea di installare delle telecamere. Forse un sistema di videosorveglianza basterebbe a dissuadere chi, come in questo caso, pensa di poter portare via oggetti sacri totalmente impunito e indisturbato». a.z.