Neanche due anni di mandato come sottosegretario alla cultura. Il 43enne Andrea Marcucci, prima di gettarsi nella mischia per le prossime elezioni politiche, ha tracciatounbilancio dei suoi 18 mesi di lavoro pieno, sospesi tra successi e opere incompiute. «Sono entrato al Ministero per occuparmi della programmazione economico e finanziaria dell'organizzazione del Ministero e poi avevo una delega generica e generale sulla reattività della Toscana. Sulle questioni del bilancio, tra il 2007 e il 2008 i fondi per il ministero hanno ricominciato a crescere, anche se nonnella misura in cui avrei desiderato. Sulla questione della riorganizzazione ministeriale segnalo la conclusione del processo perché da gennaio i nuovi direttori regionali e generali sono nel pieno delle loro facoltà. Nei prossimi giorni sarà varata anche la riorganizzazione della periferia e delle dirigenze centrali quindi sicuramente prima delle elezioni. A proposito, in Toscana sono vacanti alcune sedi... In particolare vorrei segnalare che finalmente abbiamoriattivato i concorsi per i dirigenti e che complessivamente inseriamo nell'amministrazione pubblica 55 nuovi dirigenti. Ciò significa un segnale di recupero e di inversione di tendenza rispetto al malcostume diffuso degli interim o delle multisedi dei sovrintendenti. A Lucca per esempio c'è l'interim di Bruno Santi... Che dovrebbe essere spostato all'Opificio delle Pietre Dure, giusto? Èun'ipotesi e Lucca molto probabilmente rimarrà una soprintendenza mista, così come quella di Pisa. Saranno sedi dove potranno andarci storici dell'arte che sono attualmente a Caserta a fare il corso e a breve noi li potremo indicare. Quando? Sicuramente entro il mese di marzo. Avevo anche promesso che saremmoarrivati alla conclusione dei processi degli statuti dell'Opificio e della Biblioteca Nazionale. Il percorso è al termine: gli statuti sono passati dal Consiglio Superiore della Cultura e i testi li conoscerete presto, anche perché il Consiglio ci ha chiesto delle modifiche in modo che l'autonomia sia alla fine del tutto operativa e funzionante. Ottimista sul loro funzionamento? Sì, perché si apre una serie di aspetti interessanti e perché i problemi sono stati risolti nella logica di un percorso. Mi viene da ridere quando si chiede risoluzioni immediate a problemi magari decennali. Quello dell'Opificio non era un problema decennale: era stato semplicemente creato dal segretario generale del ministero, Proietti, in quanto voleva riorganizzare gli organi in maniera diversa... Voleva accorpare tutti gli istituti. Nonera una cosa sconsiderata, aveva una sua ratio che secondo me, però, non teneva conto di una serie di requisiti peculiari che l'Opificio aveva e dei quali noi abbiamo tenuto conto. Se un direttore generale non conosce le peculiarità degli istituti che dirige è la persona giusta per ricoprire quella carica? Credo che il nostro segretario sia sicuramente la persona più competente e professionale che avevamo all'interno del Ministero e in unmomento delicato di riorganizzazione credo che la sua esperienza ci è stata molto utile e possa esserlo anche a chi verrà dopo di noi. Questioni paesaggistiche? Abbiamo una scommessa davanti, quella dell'autostrada. Il Ministero ha lanciato un segnale: non c'è stato tempo per fare molto di più, cioè avere grande attenzione nei confronti del paesaggio. L'abbiamo dimostrato sulla vicenda Monticchiello e su quella di Torre del Lago. Quandodovevamo, siamo stati incisivi; però il messaggio complessivo è attenzione nei confronti del paesaggio e del patrimonio culturale. L'interruzione anticipata della nostra attività mi auguro serva a farci chiudere in fretta alcune questioni, come la modifica al Codice Urbani. Hacitato Torre del Lago: perché è stato necessario costruire le due torri del teatro sul lago per accorgersi che avevano un impatto insopportabile? C'era un problema: la tremenda bruttezza del precedente teatro che era lìda 30 anni. Buttarlo giù e sostituirlo con una struttura nuova era un tale sollievo che ha affrettato alcune approvazioni, cioè può darsi ci sia stata qualche superficialità. L'importante è esserci tornati sopra con la serenità e la concordia di tutti. Parliamo di musei. Gli Uffizi hanno chiuso il 2007 in calo... C'è stato un calo marginale, è vero, ma ci stiamo attivando per analizzarlo anche in termini organizzativi. Poi c'è questo dibattito aperto dall'assessore alla cultura della Regione, Cocchi, su una rivisitazione degli assetti dei poli di attrazione. Secondomeaprire dei dibattiti non è sbagliato perché obbliga a fare delle riflessioni. Laposizione ufficiale del Ministero circa lo spostamento del David? Il David rimane dov'è almeno fino a quando non c'è un'attenta analisi tecnico scientifica che garantisca che qualsiasi spostamento non procuri nessun problema. E poi c'è la questione spinosa del prestito dei capolavori identitari di un museo... Ci sta lavorando una commissione L'indicazione precisa che ha dato il Ministro, e con cui io concordo, è che nel caso in cui ci sia un qualsiasi rischio per l'opera d'arte, questa nonsi muove. Poi seguono le valutazioni di opportunità. Credo che si debba fare uno sforzo di capire che il nostro patrimonio culturale è il vero biglietto da visita per rilanciare il sistema economico nel suo complesso: non mi riferisco solo al turismo, ma anche al nostro sistema economico produttivo. Ma se ci sono tutte queste deroghe, che permettono prestiti selvaggi, perché il Ministero ha fatto stilare lista dei capolavori imprestabili? Stiamo lavorando anche su questa lista, anche perché c'è un problema di attrazione. I turisti visitano i musei anche perché sanno che vi troveranno questi capolavori. Esiste un'intera serie di valutazioni su cui abbiamo cominciato a lavorare e c'è una Commissione ad hoc che ci sta lavorando. Speriamo la facciano concludere. Le città d'arte: Firenze anche per il 2008 non riceverà un euro in più... Avrà i soldi per il 150 anniversario dell'Unità d'Italia... Ma questi serviranno tutti per il nuovo Teatro del Maggio... Comunque è una cosa che riguarda Firenze, no? Però il "consumo" della città da parte dei turisti è continuo... Firenze è stata una zona in cui gli investimenti del Ministero sono giunti in maniera consistente. Questo anche per alleggerire altri finanziamenti e utilizzarli in altro modo. Tuttavia c'èun "problema città d'arte", un problema che con serenità possiamo dire di non aver risolto.
"Il David? Resta dov'è. Opificio tutto risolto"
Andrea Marcucci, sottosegretario alla cultura, ha tracciato un bilancio dei suoi 18 mesi di lavoro al Ministero. Ha segnalato i successi, come la riorganizzazione ministeriale e l'attivazione dei concorsi per i dirigenti. Ha anche menzionato le opere incompiute, come la conclusione dei processi degli statuti dell'Opificio e della Biblioteca Nazionale. Marcucci è stato ottimista sul funzionamento dei nuovi statuti, ma ha anche espresso preoccupazioni sulla loro applicazione. Ha discusso anche della questione del prestito dei capolavori dei musei, affermando che il Ministero ha stilato una lista dei capolavori imprestabili.
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