Dare nuova autonomia e dinnità allattività di progettazione. E questo limperativo dellOrdine provinciale degli architetti di Roma che, insieme ad un gruppo di altri Ordini provinciali, ha collaborato alla stesura di un disegno di legge quadro sulla valorizzazione della qualità architettonica e la disciplina della progettazione che delega il Governo alla modifica del codice degli appalti. Lo scioglimento delle Camere ha temporaneamente sospeso il progetto, ma cè lintenzione di presentarlo, nella prossima legislatura. «Il problema principale - spiega Amedeo Schiattarella, presidente dellOrdine della capitale - è che il progetto diventa lanello debole nel processo di trasformazione del territorio, schiacciato tra la fase politico-amministrativa e la fase direalizzazione portata avanti dallimpresa. Dobbiamo dare importanza alla progettazione, sempre sacrificata agli interessi della committenza, pubblica e privata, sottraendola al Codice e dotandola di unapposita legislazione come è stato fatto in Francia e Gran Bretagna». I punti salienti della proposta di legge riguardano innanzitutto il riconoscimento dellattività di progettazione come opera di ingegno e come tale tutelata dal punto di vista del diritto di autore. Inoltre si chiede che lattività progettuale mantenga una sua autonomia e non possa essere affidata interamente alla gestione ed al controllo dellimpresa. Per salvaguardare lunitarietà si propone anche che la progettazione preliminare, definitiva, esecutiva e la direzione del lavori siano affidate al medesimo soggetto. Infine si auspica che il concorso di progettazione diventi il sistema prioritario per i assegnazione degli incarichi al fine di dare maggiori possibilità ai giovani e favorire il ricambio generazionale. LOrdine degli architetti pianificatori, paesaggisti e conservatori di Roma, che conta 15 mila iscritti, è stato protagonista, negliultimi otto anni, di una grande cambiamento. «La classe politica ha iniziato a guardare coninteresse allarchitettura - spiega Schiattarella - e la nascita della Casa dellArchitettura (istituzione culturale ed espositiva e sede dellOrdine nel cuore del quartiere Esquilino, nata nel 2002 da un accordo tra Comune di Roma, ndr) lo dimostra. Prima Roma era rimasta fuori dai grandi circuiti internazionali». E mentre la capitale fa da traino, in provincia il carattere identitario del territorio è spesso latente. Proprio per ribaltare questo rapporto tra Roma e la provincia è stato organizzato dallOrdine il concorso «Amate larchitettura, Cento progetti in provincia», patrocinato dalla Provincia di Roma, dal Ministero dei Beni Culturali e lAutorità portuale di Civitavecchia. Sono stati raccolti 300 progetti di opere realizzate o da realizzare nel territorio provinciale di Roma, a Civitavecchia, Tivoli e Colleferro. Tra questi ne sono stati selezionati zoo da esporre in mostre organizzate nelle tre cittadine laziali.