Sarà anche stata una «visita di cortesia per conoscere il nuovo soprintendente», come lha definita ieri lassessore alla Mobilità del Comune, Maurizio Zamboni, ma da alcuni punti fermi (scomodi) pare che il responsabile della Direzione regionale dei Beni culturali, Luciano Marchetti, non si sia smosso per tutto lincontro. Un summit di unoretta nel primo pomeriggio in cui Marchetti ha conosciuto per la prima volta Zamboni, la dirigente dei Lavori pubblici Raffaela Bruni, il presidente di Atc Francesco Sutti e lingegnere responsabile dei cantieri, Fabio Monzali. Invito scontato: la soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici, Sabina Ferrari. «Non siamo entrati nel merito del progetto - ha spiegato lassessore Zamboni - ma abbiamo presentato a Marchetta lo stato dellarte a proposito del Civis, soprattutto le prossime scadenze». I tempi stringono, il progetto esecutivo non è ancora stato consegnato, ma a giugno dovrebbero aprire i primi cantieri in centro. «Il problema dei tempi è una criticità, ma sui tempi io non ho vincoli», è stato uno dei primi paletti del dirigente. Tradotto: se anche i cantieri non apriranno a giugno, il problema non è certo della Soprintendenza. «Gli abbiamo detto - spiega la dirigente dei Lavori pubblici, Raffaela Bruni - che gli porteremo al più presto il progetto esecutivo che sarà pronto a giorni e gli abbiamo chiesto di incontrarlo il prima possibile, anche se siamo consapevoli che i vincoli sui tempi li ha piuttosto Atc, il soggetto che gestisce lappalto». Pur non essendo entrato nello specifico del Civis, nellincontro di ieri pomeriggio Marchetti su un altro punto è stato chiaro: «Valuteremo il progetto nel merito e ci esprimeremo sul progetto dal punto di vista architettonico, non sul materiale rotabile. Se poi ci saranno problemi legati a eventuali danni fisici ai monumenti per il passaggio troppo ravvicinato, la responsabilità sarà del Comune». Nella valutazione ambientale redatta dalla stessa Atc nel 2002, già sottoposta allattenzione dei Beni culturali dopo la Conferenza dei Servizi del 2001 in Provincia, si parlava di impatto «difficilmente mitigabile» in alcune aree del centro, quelle con un particolare valore storico e architettonico. Un impatto che, nonostante le varianti al progetto apportate dal 2002 a oggi, il nuovo dirigente regionale conferma anche adesso. Soprattutto per quanto riguarda le banchine accostate ai portici, considerate uno dei «fiori allocchiello» dellintero progetto, lelemento distintivo, anche per la possibilità concreta, essendo livellate al pianale della vettura, di abbattere le barriere architettoniche per i disabili. «Se dalla Soprintendenza arrivasse il veto alle banchine spiega lingegner Bruni - sarebbe davvero un problema: verrebbe a cadere il senso stesso del Civis, il suo carattere unico rispetto agli altri mezzi, perché le banchine consentono lapertura delle porte a raso. Anche i progettisti di Atc hanno ben presente che le banchine sono forse lelemento più delicato, per questo il progetto architettonico da questo punto di vista dovrebbe essere abbastanza accurato». Ma il condizionale, a questo punto, quando si parla di Civis, è più che un obbligo ormai.
Bologna - Ma se bocciano le fermate il progetto rischia di cadere
Il dirigente regionale dei Beni culturali, Luciano Marchetti, ha incontrato i rappresentanti del Comune, della Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici, della Direzione regionale dei Lavori pubblici e di Atc per discutere del progetto del Civis. Marchetti ha espresso preoccupazioni per il progetto, in particolare per l'impatto ambientale e l'abbattimento delle barriere architettoniche per i disabili. Ha anche affermato che il progetto non è ancora pronto e che i tempi sono stringenti. I rappresentanti del Comune e della Soprintendenza hanno spiegato che il progetto esecutivo sarà pronto presto e che si terranno incontri per discutere del progetto.
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