Intervista al soprintendente: quelle strutture addossate ai portici sono un problema serio. «Le banchine sono il problema più serio: addossarle al portico significa modificare una delle caratteristiche più importanti della città». Parla per la prima volta il nuovo responsabile della Direzione regionale dei Beni culturali, Luciano Marchetti. Che, in attesa del progetto esecutivo, spiega: Al problema del Civis non è il mezzo in sè, ma il fatto che causi modifiche permanenti al centro storico». Ieri Marchetta ha incontrato lassessore Zamboni, la dirigente dei Lavori pubblici Bruni e il presidente di Atc Sutti. «Se bocciano le banchine - ha detto la Bruni - viene a cadere il senso del Civis». Altrainformazione ha portato ai Beni culturali una diffida: «Se danno lok procediamo per vie legali». È arrivato a Bologna da Roma solo da qualche settimana e il segno più evidente è che il nome sulla targhetta fuori dal suo studio è ancora quello della dirigente precedente, Maddalena Ragni. Che, dopo aver messo la firma sulle valutazioni del progetto del Civis che risalgono al 2006, gli ha passato il testimone nel momento della decisione finale sul piano esecutivo, che gli arriverà (forse) fra qualche giorno. Ma da ex numero uno della Direzione dei Beni culturali del Lazio, Luciano Marchetti non si fa spaventare dalle polemiche sul nuovo «tram». Marchetti, chi lha preceduta aveva dato un parere di massima favorevole al progetto del Civis, pur evidenziando diverse criticità da superare in fase. A distanza di quasi due anni, conferma quella posizione? «Quelli che ha dato la dottoressa Ragni nel2oo6 erano solo pareri preliminari che io oggi non posso smentire. Ma già allepoca erano stati chiesti elaborati grafici di dettaglio che non sono ancora stati presentati: questa amministrazione si esprime solo sui progetti esecutivi e il progetto esecutivo del Civis non ci è ancora stato consegnato». Un bel ritardo, se si pensa che lamministrazione e Atc contavano di aprire i cantieri in centro a giugno... «Quella è una scelta dellamministrazione comunale, dal nostro punto di vista il ritardo non esiste, visto che non sono nemmeno partiti». Quando avrà sotto mano il progetto esecutivo, sarà lei a decidere della vita o della morte del Civis? «Il parere del ministero dei Beni culturali è vincolante. Lunico sistema per superarlo è il Consiglio dei Ministri oppure il ricorso al Tar, se il parere è reso in maniera non corretta o se le motivazioni sono palesemente errate». E come si fa a dare un parere corretto sul Civis senza violare il Codice Urbani che tutela i centri storici? «II Codice Urbani tutela il centro storico come ambiti, cioè le vie, le piazze, gli elementi che caratterizzano una città: su tutte queste cose le modifiche vanno preventivamente autorizzate». E di modifiche il passaggio del nuovo filobus ne prevede un bel po in centro. «Il passaggio di un mezzo di grandi dimensioni non può essere elemento di veto, ma io posso invece incidere su quelle che sono le modifiche permanenti al centro storico, le strutture fisse previste dal progetto». Sta parlando delle banchine? Già la dottoressa Ragni nella sua relazione evidenziò delle «criticità nella collocazione di tali manufatti». «Le banchine sono il problema più serio: addossarle ai portici significa sfalsare i tradizionali rapporti spaziali, modificare una delle caratteristiche più importanti della città. E poi ci sono gli attacchi dei cavi sulle facciate dei palazzi e le linee aeree. Non è tanto il Civis il problema, perché in fondo si tratta di un autobus, ma la conservazione di certe caratteristiche fisse». E allora anche la pavimentazione storica non andrebbe toccata. «Quello è un altro problema da affrontare». Se lei concedesse il nulla osta al progetto e in seguito si riscontrasse uninfrazione al Codice Urbani? «Il Tar potrebbe annullare il nostro provvedimento anche a lavori in corso. Se invece si danneggiassero i monumenti durante la realizzazione dellopera ne risponderebbe interamente il Comune».