Il ministro per i beni culturali Giuliano Urbani ha costituito un consiglio scientifico per la tutela del patrimonio artistico. Tre gli esperti nominati: Salvatore Settis, Giuseppe De Vergottini e Giacomo E. Vaciago, rispettivamente uno storico dell'arte, un giurista e un economista che collaboreranno con il ministero. Salvatore Settis - che ha trattato a fondo la questione della tutela e privatizzazione nel libro Italia S.p.a., l'assalto al patrimonio culturale (Einaudi) -, docente di storia dell'archeologia alla Normale di Pisa, si è detto «molto sorpreso» della nomina. E ha confermato le sue perplessità sui rischi di vendita dei beni statali: «Non ho cambiato idea. Il fatto che il ministro intenda ascoltare la mia voce è un'occasione importante». Settis non crede nella «sacralità» di ogni bene che appartiene allo stato né ha mai «accusato il ministro Tremonti di voler vendere il Colosseo: ma - spiega - è necessario indagare sul valore artistico di ogni singolo bene. Ho già detto al ministro Urbani che il primo impegno da affrontare è un'indagine conoscitiva, di concerto con il Demanio, sul patrimonio pubblico. Bisogna infatti definire in maniera chiara, caso per caso, quali sono i beni di valore artistico, non alienabili». Se non funzionerà e il consiglio di «saggi» non avrà voce in capitolo, Settis assicura che ne si dimetterà.