Mai più Comune e Soprintendenza saranno divise sull'opportunità di un intervento edilizio in un territorio come sta accadendo in questi giorni a Capalbio. Lì il Comune ha negato l'autorizzazione a edificare un fabbricato rilasciata invece dalla Soprintendenza, dando il via a un braccio di ferro tra le due istituzioni che deve ancora risolversi. Perché sui piani paesaggistici tra breve sarà prevista la copianificazione obbligatoria tra Stato e Regioni. È quanto emerge dalla modifica del Codice Settis sul paesaggio annunciata ieri dall'assessore regionale al Territorio Riccardo Conti in occasione della presentazione della prima Biennale toscana del paesaggio che si svolgerà a Firenze dal 12 al 15 novembre, all'interno della rassegna "DireFare". Nel testo finale, che sarà promulgato a fine aprile, viene potenziato in sostanza il ruolo delle Regioni. E vengono ribaditi altri tre concetti fondamentali nella normativa di tutela del paesaggio: lo Stato non potrà porre vincoli senza sentir le regioni, il parere della Soprintendenza sarà vincolante solo quando la pianificazione attuata dagli enti locali non risulterà adeguata. Inoltre, sarà semplificata la procedura delle autorizzazioni: le Soprintendenze avranno 120 giorni di tempo per rilasciare il nulla osta su eventuali interventi, sforati i quali si potrà procedere comunque. «È un risultato importante -commenta Conti - che eviterà il ripetersi di vicende analoghe a quella di Capalbio». Non a caso il primo cittadino della cittadina maremmana accoglie con soddisfazione la modifica al codice Settis. Lo scontro tra Comune e Soprintendenza sulla realizzazione di un fabbricato in un'oliveta storica è anche il risultato di una normativa ambigua e contestata. «Nel nostro caso il nulla osta rilasciato dalla Soprintendenza altera una serie di indicazioni sulla tutela del paesaggio contenute nel nostro piano strutturale -dice il sindaco di Capalbio Laura Biagi -Con la modifica al codice Settis, invece, questo non succederà. Le istituzioni coinvolte potranno pianificare insieme le regole di utilizzo del territorio». Il tema è particolarmente caldo e c'è da giurarci che andrà ad arricchire i dibattiti in programma della Biennale che farà della Toscana il laboratorio delle politiche paesaggistiche. Del resto è a Firenze che è stata firmata nel 2000 la Convenzione europea del paesaggio.