Il braccio di ferro tra Stato e Regioni sul «codice Settis» e tutela del paesaggio si è chiuso senza vinti e vincitori. Lo Stato aveva accentuato i controlli centrali dopo il caso Monticchiello e le denunce dei comitati, con Asor Rosa in testa, sulla necessità di maggiori tutela e la Regione Toscana aveva denunciato l'«esproprio» di competenze. In queste settimane si sono susseguiti gli incontri della conferenza Stato-Regioni ed è stato raggiunto un nuovo equilibrio. A Roma resta la titolarità esclusiva del paesaggio vincolato - il 57 del territorio toscano - a Firenze passa la co-titolarità sul paesaggio «normale», cioè tutto quello non tutelato, mentre i sovrintendenti potranno rivolgersi direttamente allo Stato, ma lo Stato dovrà consultare la Regione prima di decidere. L'accordo dovrà passare al vaglio di ambientalisti e comitati, ma intanto l'assessore regionale all'urbanistica Riccardo Conti spiega le novità che diventeranno operativi ad aprile. «Le modifiche apportate al codice Settis, frutto di un grande lavoro di coordinamento tra le Regioni e il ministero -sottolinea Riccardo Conti -, prefigurano di dotare di valenza paesaggistica tutti gli strumenti di pianificazione territoriale della Regione Toscana. Per alcuni Comuni e Province si tratterà di un semplice riconoscimento di un lavoro già fatto, per altri un lavoro di adeguamento. Ci sono due modi per interpretare le politiche del paesaggio aggiunge l'assessore . Uno demagogico che porta all'immobilismo; l'altro, lo stesso che sostanzia la Convenzione europea del paesaggio, che tutela e al tempo stesso attualizza il paesaggio con progetti e tiene conto di un essenziale protagonista, le popolazioni che lo abitano. Noi siamo orgogliosamente per questo secondo modo». Quattro, in sintesi, i punti più significativi delle modifiche introdotte, con precedure e competenze più certe e tempi più brevi per le pratiche di cittadini e imprenditori. Il primo riguarda un chiarimento dell'ambiguità contenuta nel testo di partenza che si era creata tra beni paesaggistici e paesaggio. Il testo concordato specifica che sui beni paesaggistici è prevista la copianificazione obbligatoria tra Stato e Regioni, con prevalenza dello Stato, mentre sul paesaggio è sancita la collaborazione tra Stato e Regioni nel rispetto delle potestà dei due soggetti, confermando la sovraordinazione del ruolo statale sulla tutela dei beni paesaggistici. Il secondo punto definisce che lo Stato non porrà vincoli senza sentire le Regioni, pur conservando un'autonoma potestà primaria. Il terzo riguarda il parere della soprintendenza: nel testo originario questo era sempre vincolante; adesso sarà vincolante solo se la pianificazione attuata dagli enti locali non è adeguata alle nuove norme. Il quarto punto riguarda la semplificazione dell'iter autorizzativo: il ministero ha accettato di snellire la procedura che nel testo originario era molto complessa e difficilmente gestibile. Obiettivo, dare pareri di autorizzazione paesaggistica entro 120 giorni con il silenzio-assenzo delle sovrintendenze.