Legambiente accusa la giunta Tradati di aver sacrificato l'area su via Al Forte per un cantiere «A Bormio cemento e ancora cemento» recita la bacheca di via Roma del circolo di Legambiente di Bormio. Con questo proclama l'associazione ambientalista rimbrotta l'amministrazione comunale rea, a suo giudizio, di non rispettare gli impegni presi per la cura e la tutela del territorio. Sotto accusa la «corposa recinzione ? così si legge nel comunicato di Legambiente - che protegge un mega cantiere con fronte su via al Forte e lateralmente su via Trieste, nonché a confine con la proprietà Hotel San Lorenzo. Se ne deduce: cemento e ancora cemento al posto di un antico e assai gradevole lembo di verde con alberi antichi nel centro storico di Bormio, in zona assolutamente protetta dalla Sovrintendenza Regionale della Lombardia, perché zona monumentale sia per gli alberi che per l'antica casa di pietra della valle». «Si tratta ? ha spiegato il primo cittadino Elisabetta Ferro Tradati ? di un intervento di edificazione diretta. I proprietari avevano il diritto di edificare e lo stanno facendo. Sicuramente come amministrazione, appena saputo del progetto, ci siamo attivati per proporre un'alternativa e tutelare il giardino ma uno dei due proprietari non ha voluto sentir ragioni ribadendo la sua ferma volontà di voler costruire proprio in quel punto». Entrando nel dettaglio della ?contrattazione? «avevamo offerto ai proprietari ? ha continuato il primo cittadino - un'altra area anche caratterizzata da un piccolo incremento di volumetria pur di preservare la zona ma la proposta è stata rifiutata. Il comune, a fronte del diritto di un cittadino, non poteva fare altrimenti». Ma Legambiente insiste rimarcando come tante considerazioni sulla cultura del paesaggio fatte negli ultimi mesi in primis dal sindaco, siano state negate in maniera tangibile dai fatti. «Si distruggono scorci da via Trieste ? ha spiegato Fabio Togni del circolo di Bormio - e ?prospettive? da via al Forte verso la Valdidentro che del paesaggio sono componenti fondamentali. Non si pensa ai cittadini né a un turismo di qualità se si favoriscono le imprese costruttrici di condomini». «Quell'angolo innanzitutto ? ha replicato il primo cittadino ? mi piaceva personalmente e molto. Ci siamo subito attivati; la proposta formulata non è stata accolta da uno dei due proprietari e qualche privato ha pure venduto i terreni lì attorno; non c'era la volontà di allocare i volumi altrove». d.gu.