Neanche i tecnici del Comune e della Soprintendenza ai Beni architettonici si sono azzardati a entrare nell'ex chiesa di San Lazzaro. Troppa la paura che qualche pezzo gli potesse cascare in testa. Il sopralluogo di ieri mattina si è risolto in un'ora di chiacchierata sotto la pioggia battente. Ma è stato comunque fruttuoso: entro sabato dovrebbe essere formalizzata la cessione dell'immobile al Comune, argomento approfondito in un incontro pomeridiano a Palazzo Cernezzi, quindi la Soprintendenza darà il via a un primo intervento di ristrutturazione, finalizzato a tappare la falla che si è aperta nel tetto tra lunedì e martedì. Decisiva la spinta sull'acceleratore impressa dal soprintendente Alberto Artioli: «Il mio interesse non è certo di perseguire il proprietario, ma si salvare lo storico edificio», ha detto. Tuttavia il richiamo alle «responsabilità anche penali» di chi non mantiene in buono stato un immobile vincolato, com'è quello di via Rimoldi, ha ottenuto il suo effetto. Stesso discorso per il Comune chiamato a «fare la sua parte». «Noi - dice Artioli - possiamo intervenire su San Lazzaro con i nostri fondi, soltanto se l'ex chiesa è di proprietà pubblica». Ma non c'è più tempo da perdere, perché i tecnici temono che anche i muri secolari, imbarcando acqua a catinelle, alla lunga possano cedere. Francesco Salinitro, dirigente comunale dell'area urbanistica, ha ribadito una proposta che dice di aver già avanzato ai proprietari (Torri e Prosdocìmi della Cart televisioni) lo scorso settembre: «Loro ci cedono subito l'ex chiesa e noi ci impegniamo a dargli come contropartita un edificio di eguale valore». Ieri pomeriggio, a Palazzo Cernezzi, è cominciata ufficialmente la trattativa, cui ha partecipato soltanto Carlo Torri: «È stato un incontro molto proficuo - ha detto Salinitro alla fine -. Ora Torri ne parlerà con il suo socio e sabato ci rivedremo per concludere l'accordo». Inizialmente la cessione riguarderà soltanto San Lazzaro, ma in un secondo momento Torri e Prosdocimi dovrebbero dare al Comune tutta l'area di 2000 metri quadri compresa tra via Rimoldi e via Napoleona, dove hanno l'attività commerciale. Ancora da definire l'immobile che sarà oggetto della permuta. Sul crollo superannunciato si è assistito a un rimpallo di responsabilità anche durante il sopralluogo. Torri si è difeso rimarcando la lunga inerzia del Comune («ma da quando c'è Salinitro le cose sono cambiate») e l'impegno che la Soprintendenza avrebbe preso tre anni fa a realizzare un progetto di ristrutturazione, teoricamente finanziato dalla proprietà con il concorso del ministero ai Beni culturali («Io - ha detto - non ho commissionato progetti perché c'era già quello»). L'architetto Artioli, ricordando che la responsabilità di conservare il bene per legge spetta solo al proprietario, ha comunque ripescato il piano di intervento realizzato a suo tempo dallo studio Cgv di Como (ieri presente con due soci): «Adeguandolo alle nuove necessità - è la sua previsione -, potremmo intervenire nel giro di una settimana, dopo che San Lazzaro sarà diventata di proprietà comunale».
San Lazzaro, il Comune compra l'ex chiesa
Il Comune di Como ha iniziato a trattare con i proprietari dell'ex chiesa di San Lazzaro per cedergli l'immobile. La Soprintendenza ai Beni architettonici ha già formalizzato la cessione, prevista per sabato. Il Comune si impegnerà a realizzare un intervento di ristrutturazione per tappare la falla nel tetto. Il soprintendente Alberto Artioli ha spinto la trattativa, sottolineando la responsabilità del proprietario di mantenere l'immobile in buono stato. Il Comune ha proposto di cedere un edificio di valore equivalente in cambio della proprietà di San Lazzaro. La trattativa riguarda anche l'area di 2000 metri quadri compresa tra via Rimoldi e via Napoleona.
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