Cosa ci fa una caserma dei carabinieri nel fossato del castello di Bagnara nel Ravennate? Come minimo stona. Allora giù, da demolire. E a Modena, in piazza XX Settembre ci sono dei chioschi di commercianti ambulanti che non hanno «un rapporto di indentità con il luogo». Via anche quelli, per trasferirli lì vicino dove offendono meno la vista. E il commercio in piazza XX settembre si farà sono in occasioni particolari. Sono due degli interventi che, grazie ai fondi messi a disposizione dalla Regione, permetteranno di eliminare nove «opere incongrue» ovvero grandi e piccole brutture architettoniche che possono ledere l'armonia dei paesaggi o del contesto ambientale nel quale sono inserite. La linea di investimenti che permetterà i nove interventi è di 2 milioni e 150mila euro che metteranno in movimento investimenti complessivi per oltre 4 milioni ed è a sua volta all'interno di uno stanziamento complessivo di 10 milioni per interventi di recupero di edifici di valore storico e artistico dei centri storici di città e paesi dell'Emilia-Romagna. Un'attenzione particolare è riservata ai piccoli Comuni delle aree montane, ai quali andranno, per combattere spopolamento, abbandono e degrado, 2,5 milioni per 31 progetti specifici. L'assessore regionale alla Programmazione territoriale, Lugi Gilli, ha già inoltrato il provvedimento amministrativo alla Commissione territorio dell'Assemblea legislativa, avviando così l'iter per l'approvazione definitiva. «L'obiettivo del nostro provvedimento dice l'archietto Giancarlo Poli, responsabile del Servizio valorizzazione e tutela del paesaggio è quello di usare il paesaggio non come elemento statico, ma come un elemento progettuale che possa contribuire allo sviluppo e ad interventi migliori. Molti progetti di questo tipo sono in aree extraurbane, ma alcuni sono anche in città. Non si tratta di strutture realizzate contro le indicazioni urbanistiche, ma piuttosto di elementi architettonici che stridono con il contorno in un determinato ambiente». Siamo in Emilia-Romagna e non ci sono aspetti urbanistici particolarmente eclatanti. «Abbiamo cattive collocazioni, edifici abbandonati prosegue Poli come ad esempio a Busana, nel Reggiano, dove la demolizione riguarderà lo scheltro in cemento di un edificio, al posto del quale sarà realizzato il punto di partenza di un itinerario naturalistico. Gli altri casi tendono a restituire a particolari edifici le caratteristiche originarie. E' il caso della caserma dei carabinieri di Bagnara e anche della Rocca di Spilamberto dove ci saranno alcune demolizioni funzionali al riprstino della struttura primitiva. Un altro caso è a Tresigallo, nel Ferrarese, dove verranno demolite le parti aggiunte successivamente ad un ex bagno pubblico.