Sposare conoscenza e funzionalità, archeologia e modernità. Alla fine la linea C della metropolitana di Roma, incompatibile secondo Italia Nostra con la conservazione dello strato archeologico del campo Marzio, sarà utile anche all'archeologia, oltre che funzionale ad essa. A Italia Nostra ha replicato ieri, ospite dell'associazione Civita, il ministro dei beni culturali e candidato al Campidoglio per il centro sinistra, Francesco Rutelli, comunicando il parere positivo del comitato di settore, al prosieguo dei lavori per la linea C: «L'iter di autorizzazioni è terminato. La possibilità di trasferire il traffico alla metropolitana è la più grande vittoria dell'archeologia. La metropolitana è una porta d'accesso alla Roma sotterranea e rappresenta anche la più grande indagine archeologica mai fatta nella città. Quella che, altrimenti, non sarebbe mai stato possibile fare». La metropolitana, dunque, si farà come d'altronde previsto da una legge obiettivo del 2002. In discussione, come ha spiegato il sovrintendente archeologico del Comune di Roma, Angelo Bottini, c'erano l'esatto tracciato e il prosieguo delle indagini archeo-logiche in punti dove sono necessarie le paratie: «Un intervento invasivo che necessita di autorizzazione». Autorizzazione arrivata, via libera alle paratie nei cantieri di via Sannio, piazza Venezia, Chiesa Nuova e piazza Paoli, dunque, ex zona paludosa, dove è stata trovata l'acqua a sei metri sotto terra. Messe le paratie, «impensabile non continuare con i lavori» - dice il direttore generale per i beni archeologici del ministero, Stefano De Caro, illustrando gli importanti ritrovamenti fatti in seno ai cantieri della metropolitana di Napoli. Passo successivo la valorizzazione dei reperti tramite la musealizzazione delle stazioni, già prevista per le fermate Venezia e Colosseo, la traslazione dei beni e l'unificazione dei dati acquisiti. Struttura preposta a quest'ultima operazione sarà il «museo della città antica» che sorgerà negli uffici comunali del Ced e dell'VIII dipartimento di via dei Cerchi, già in fase di smantellamento (300 gli impiegati trasferiti, ne rimangono altrettanti destinati a andare al Campidoglio 2). Anche il museo, come la metropolitana, nasce dalla collaborazione tra Stato e Comune. Oggi sarà reso pubblico il documento sottoscritto da Ministero e Campidoglio, il 18 febbraio, per l'istituzione dell'«area archeologica centrale di Roma» per cui, per altro, la linea C sarà fondamentale. L'area prevede, oltre al museo della città antica, interventi sul Palatino, i Fori e Colle Oppio, senza nessuna distinzione, e questa è la novità, tra aree di competenza statale e aree del Comune.