Avanti tutta per la Metro C. Incrociando le dita e promettendo al pubblico futuri «giardinetti archeologici». Avanti sì, però con un po' di trasparenza, ha ricordato ieri l'archeologo Andrea Carandini chiedendo «passerelle» sugli scavi per far vedere a tutti le operazioni in corso. E magari decidendo che la competenza definitiva su quanto emerge è del soprintendente archeologico Angelo Bottini, come ha suggerito il professor Eugenio La Rocca. Volti sorridenti e operativi, ieri, intorno al tavolo dell'associazione «Civita» dove il presidente Gianfranco Imperatori, prendendo spunto dalle polemiche in corso sugli scavi nell'area centrale innescate da Italia Nostra, aveva convocato con un solo giorno di preavviso il ministro dei beni culturali Francesco Rutelli e i responsabili dei beni archeologici: il direttore dei beni archeologici Stefano De Caro, il soprintendente statale Bottini, il soprintendente comunale Eugenio La Rocca. Per ribadire tutti insieme quanto era ormai noto da giorni: i lavori andranno avanti, si faranno a questo punto le «paratie» per bloccare la falda freatica a 8 metri di profondità e scendere verso quota 30 del percorso sotterraneo, con tutta la cautela consigliata dal comitato di settore dei beni archeologici che ha chiesto - ha ricordato De Caro - «un programma di dislocazione dei beni ritrovati autorizzata volta per volta» e «una sistemazione dei musei archeologici nelle stazioni con materiali compatibili». «La presenza di resti antichi resta certa», ha spiegato Bottini. «Ma qui siamo come nel finale del Mercante di Venezia: Shylock dovrà avere una libbra di carne, ma come ottenerla senza versare neanche un goccio di sangue?». Poi Bottini ha rivendicato l'eliminazione della fermata Argentina, lo spostamento da Amba Aradam a via Sannio, San Giovanni dimezzata. Francesco Rutelli infine ha rilanciato come grande opportunità questi scavi che potranno dare anche «accesso a una Roma sotterranea e sconosciuta da valorizzare». In muto silenzio sono restati però gli archeologi della soprintendenza competenti nei vari segmenti più problematici. Che cosa si nasconde infatti sotto piazza Cesarmi Sforza in cui sono stati effettuati solo piccoli sondaggi? Ci potrebbe essere il Cenotafio di Agrippa. E a piazza della Chiesa Nuova? Lì passa forse il canale Euripus munito di una passeggiata. A piazza Venezia infine le uscite, scartata via Battisti che ha svelato una «domus», dovrebbero puntare ora su SS.Apostoli, Madonna di Loreto e l'aiola accanto al fianco destro del Vittoriano rivolto alla piazza, sbancata nell'800 per costruire il monumento.